Era il 2006 quando l’Arci, insieme ad altre associazioni, ad accademici, esperti e operatori dell’informazione promosse Afgana, un percorso per la pace e la giustizia per l’Afghanistan. L’appello conteneva un piano serio e fattibile finalizzato a realizzare in tempi brevi una forte iniziativa ONU per garantire la protezione dei civili e un processo di pace partecipato e inclusivo. Sono passati quattro anni. I paesi occidentali, insieme con l’Italia, hanno preferito proseguire sulla strada di un intervento militare subalterno alla guerra aperta ai talebani condotta dagli Stati Uniti. Ieri abbiamo marciato insieme a esponenti della società civile afgana da Perugia ad Assisi. E con convinzione oggi rilanciamo l’appello che arriva dalla Tavola della Pace.
Riconoscere e valorizzare il [ruolo delle donne in Africa ]e dare loro il [Premio Nobel per la Pace 2010]: questa la proposta promossa dal CIPSI, coordinamento di 48 associazioni di solidarietà internazionale, e da ChiAma l'Africa, nata in Senegal, a Dakar, durante il seminario internazionale per un Nuovo patto di solidarietà tra Europa e Africa svoltosi dal 28 al 30 dicembre 2008.
[Firma l'appello!]
Lo scorso 8 aprile le Commissioni difesa di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole al Programma pluriennale relativo all'acquisizione del sistema d'arma Joint Strike Fighter JSF. Un programma dal nome criptico, espressione della volontà del Governo di finanziare la produzione e l’acquisizione di 131 cacciabombardieri
JSF con relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative. Il costo stimato per la realizzazione del progetto è di oltre 13 miliardi di euro per il periodo 2009-2026. [Sbilanciamoci!] e [Rete italiana per il Disarmo] lanciano una campagna di pressione affinché il Governo italiano rinunci all'acquisto dei cacciabombardieri JSF-F35 e usi in maniera migliore per la popolazione i 16 miliardi di spesa previsti
Di seguito l'appello di mobilitazione della campagna [Caccia al caccia! Diciamo NO agli F35!]
Perugia, 12 febbraio 2009 - Di fronte alla tragedia di Gaza, il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la Piattaforma delle Ong per il Medio Oriente e la Tavola della pace hanno deciso di stringere un patto d'azione comune. Nel documento che segue i promotori delineano le ragioni e gli obiettivi dell'intesa.