Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci
Il consiglio dei ministri, convocato simbolicamente in Calabria dopo i fatti di Rosarno per adottare misure contro la criminalità organizzata, verrà ricordato soprattutto per la dichiarazione di Berlusconi sulla necessità di limitare l'immigrazione per avere meno criminalità.
Un'equazione falsa, perché contraddetta dai dati, e irresponsabile perché butta benzina sul fuoco in un clima già pesantissimo di intolleranza diffusa e di violenza razzista.
Intanto il Senato decide lo stralcio dell'articolo 48 del disegno di legge comunitaria che prevede il permesso di soggiorno temporaneo per l'immigrato irregolare che lavora in nero e denuncia la sua condizione. Una norma volta evidentemente a contrastare le forme schiavistiche di lavoro cui sono costretti tanti migranti – Rosarno insegna – e a favorirne la messa in regola.
Anziché le mafie, ancora una volta protagonisti delle "attenzioni" del governo sono i c.d. clandestini, eletti a capro espiatorio dei mali di questo paese. Ha buon gioco allora Maroni a rivendicare quanto bene sia venuto al paese dagli accordi con la Libia e dalla pratica disumana dei respingimenti in mare, condannati da tutti gli organismi internazionali.
Le elezioni regionali sono alle porte e la demagogia antimmigrati della Lega paga in termini di consenso, questo solo importa ad una maggioranza politica che sistematicamente sacrifica i diritti fondamentali delle persone, il dettato costituzionale e le convenzioni internazionali ai propri interessi di bottega.
Per fortuna c'è una parte sempre più consistente di opinione pubblica che non è più disposta a ingoiare in silenzio prepotenze e ingiustizie.
L'indignazione sta crescendo e trova mille modi per manifestarsi. Dopo Rosarno ci sono state decine di presidi, assemblee, mobilitazioni in tutta Italia.
A marzo, insieme a tante altre organizzazioni, promuoveremo per tutto il mese iniziative volte a denunciare la deriva xenofoba e razzista, indegna di un paese civile, in cui si rischia di precipitare.
Il 21 di quel mese si celebra infatti la giornata internazionale per l'eliminazione delle discriminazioni razziali. Fu istituita nel 1966 dalle Nazioni unite, in ricordo della strage avvenuta sei anni prima a Sharpeville, in Sudafrica. Furono ammazzate 72 persone che manifestavano pacificamente contro l'apartheid. In quel paese oggi c'è un governo democratico e l'apartheid non esiste più.
Ma quanti altri apartheid restano da sconfiggere in Italia, in Europa e nel mondo?
Roma, 29 gennaio 2010