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Elezioni regionali: dal voto popolare, una spinta per cambiare il Paese

Dal voto popolare del 28 marzo per il rinnovo dei Governi regionali può arrivare una nuova spinta verso il cambiamento di cui il Paese ha urgente bisogno. Tutti gli indicatori sulla situazione italiana, sul versante economico, sociale, culturale, sullo stato di salute delle stesse istituzioni democratiche, ci restituiscono la fotografia di un Paese in forte difficoltà. La crisi economica globale ha prodotto in Italia effetti devastanti, in un contesto già condizionato da vecchi squilibri territoriali e sociali, ma anche segnato da una grave crisi culturale. Al peggioramento delle condizioni di vita di tanta parte della popolazione si accompagnano un crescente senso di precarietà e di incertezza, lo sgretolamento dei legami di comunità, il montare di tensioni e conflitti che rischiano di alimentare nuove forme di intolleranza e minare la tenuta della coesione sociale.

La società italiana fa sempre più fatica a fare sistema fra le sue componenti e riconoscersi in un progetto comune, sembra non avere la forza di agire gli spazi democratici ed apre varchi pericolosi al populismo autoritario con cui la destra sta demolendo il principio costituzionale della cittadinanza come insieme di diritti sociali, civili e politici. L’attacco ai diritti e alle basi universalistiche del welfare si accompagna alla mortificazione del ruolo del Parlamento, all’azzeramento della concertazione e del dialogo sociale, al varo di leggi che minano l’equilibrio fra i poteri dello Stato. Tutto questo nell’ambito di un confronto politico che appare sempre più asfittico e distante dai problemi reali del paese.

In questa situazione, la prossima scadenza elettorale può essere un’occasione per mettere in moto le energie sociali, culturali ed economiche di cui il Paese è ricco, perché contribuiscano alla realizzazione di politiche di pubblica utilità nel governo dei territori. Noi crediamo che la dimensione regionale possa essere lo spazio per dare direzione e progetto al cambiamento necessario. Comunità solidali e coese, istituzioni attive nel promuovere un modello di sviluppo sostenibile e favorire la sussidiarietà positiva con i corpi intermedi della società, sono la premessa indispensabile per evitare la frammentazione del Paese e aprire una nuova stagione di rilancio del sistema Italia.

Abbiamo bisogno di Regioni più forti e intelligenti, di un federalismo virtuoso e non squilibrato che le metta in condizione di agire positivamente e sinergicamente. Abbiamo bisogno di ridare centralità all’azione pubblica, ad uno spazio pubblico che non si esaurisca nella pubblica amministrazione, ma sia l’ambito in cui esprimere l’azione collettiva dei cittadini in nome dell’interesse generale, dei beni comuni, dell’universalismo dei diritti, della tutela dell’ambiente.

L’Arci, forte del capillare insediamento sociale della sua rete di esperienze associative, intende partecipare attivamente al rilancio dello spazio pubblico e del sistema di welfare nei territori, contribuendo alla costruzione di nuove comunità partecipate e solidali, fondate sui valori della pace e dei diritti umani, capaci di perseguire il benessere dei cittadini e la difesa dei soggetti più deboli. Per queste ragioni, sui temi che seguono intendiamo chiamare ad un impegno concreti le forze politiche e i candidati alle elezioni regionali 2010.

 

Temi (per approfondimenti leggi il documento allegato):

 

> Le Regioni protagoniste di un federalismo solidale, radicalmente democratico

> Riattivare lo “spazio pubblico”, investire nella sussidiarietà orizzontale

> Investire in attività socioculturali per lo sviluppo armonico delle comunità locali

> Rafforzare il sistema del welfare locale

> Contrastare il razzismo, favorire la buona integrazione

> Salvare l’ambiente, tutelare i beni comuni

> Promuovere la legalità, contrastare i poteri mafiosi

 

11.03.2010