FrammaDay 2014: un momento di bilanci e di progetti

24/04/2014

 

 

foto_angelo_frammartino.jpgdi Pasquale Galeo, presidente della Fondazione Angelo Frammartino Onlus

 

Nell’agosto 2006 la giovane vita di Angelo Frammartino veniva tragicamente spezzata a Gerusalemme.

Angelo stava partecipando a una missione di pace con il desiderio di portare un sorriso ai bambini del quartiere arabo della Città Vecchia, confrontandosi direttamente con il dramma del conflitto tra i due popoli con l’obiettivo di sostenere la necessità del dialogo, della convivenza e della pace.

Chi conosceva Angelo sa che il suo pensiero e la sua attenzione erano rivolti verso la sofferenza - soprattutto quella inflitta dalla guerra ai bambini e ai più deboli - senza nessuna distinzione di appartenenza religiosa, di razza o politica. Angelo non cercava notorietà né atti eroici, ma perseguiva con azioni tangibili il suo ideale di Pace e di Giustizia.

Per dare continuità al suo impegno in campo sociale, nel settembre 2007 si è costituita a Monterotondo (città in cui Angelo viveva con la propria famiglia) la Fondazione Angelo Frammartino Onlus per la promozione dei valori della pace, della nonviolenza, della difesa dei diritti e della libertà.

L’attività della Fondazione, coniugando i principi della Pace e della solidarietà con iniziative concrete, promuove la riflessione e il confronto finalizzati alla ricerca di strumenti reali e idonei al superamento dei numerosi conflitti esistenti, che generano sofferenza e lutti.

«Fare l’Amore con la Non-Violenza per partorire la Pace dal grembo della società»: un motto di Angelo al quale - fin dall’inizio - la Fondazione che porta il suo nome si è ispirata nel mettere in campo una molteplicità di progetti. Tra questi si colloca il FrammaDay.

L’evento coincide con l’anniversario della nascita di Angelo, e intende racchiudere in sé il significato della pienezza e del valore della vita che il giovane volontario di pace ci ha trasmesso.

Il FrammaDay 2014 - al quale parteciperanno anche il Sindaco di Roma Ignazio Marino, il Vice Sindaco Luigi Nieri, Presidente onorario della Fondazione Angelo Frammartino, il Presidente dell’Arci di Roma Simona Sinopoli e, in rappresentanza della segreteria della Presidenza nazionale dell’Arci, Valentina Roversi - si svolgerà a Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, il prossimo 30 aprile.

La Giornata si propone quale momento ‘istituzionale’ di presentazione dei lavori di ricerca svolti dalle vincitrici del sesto bando di borse di studio Giovani pensieri per una cultura di pace, diritti, legalità, convivenza tra i popoli - promosso dalla Fondazione con il contributo della Provincia di Roma e della Cgil - ma vuole essere anche una occasione di riflessione sulle attività svolte e sui progetti futuri.

L’articolata dimensione, nazionale e internazionale, nella quale si sviluppano le iniziative che traggono impulso dai tre ‘cuori’ della Fondazione (le sedi di Monterotondo, Caulonia e Milano)  è l’esito della sinergia esistente tra la Fondazione e le associazioni, gli enti, gli istituti scolastici e le istituzioni presenti sul territorio. Essa affonda le proprie radici nella condivisione dei valori dell’uguaglianza, della giustizia, della legalità, nutrendosi del sostegno di quanti offrono il proprio contributo affinché le piccole gocce di solidarietà costituiscano il grande fiume al quale attinge la Fondazione per dare concretezza attuativa ai propri progetti.

Ed è proprio dal binomio ‘identità – cooperazione’ che la Fondazione trae forza per proiettarsi  verso il futuro. L’identità è per noi non solo l’elemento unificante per quanti, in virtù dei principi e degli  ideali, in tale identità si riconoscono, ma anche il frutto di una origine, di una genesi e di una ragion d’essere che, nel caso della Fondazione Frammartino, consiste nella volontà di conferire continuità al generoso esempio di  Angelo.

Né, d’altra parte, si potrebbe pensare di prescindere dall’altro elemento del binomio, la cooperazione, in quanto – oggi più che mai - la vera sfida per chi opera nell’universo del volontariato consiste nell’armonizzare la propria identità con la molteplicità dei soggetti, al fine di rafforzare la dimensione collettiva calandosi nelle realtà locali: se infatti il piano individuale si situa nella dimensione del senso della vita e il piano nel quale operano gli enti e le istituzioni in quello della valorizzazione delle risorse per il territorio, la sintesi è rappresentata dalla mission delle associazioni che, come la nostra Fondazione, raccolgono le energie di ciascuno facendole convergere nella rete della solidarietà.

Questo è  l’orizzonte al quale afferiscono  i progetti promossi dalla Fondazione Angelo Frammartino.

Vi sono in primis i progetti ‘istituzionali’, quelli cioè che vengono attuati ogni anno - in quanto espressione più diretta dei principi che ispirano la Fondazione stessa: il FrammaDay, il bando per le borse di studio e il Premio Angelo Frammartino - che quest’anno avrà il proprio focus sulla tutela dell’ambiente e della salute e su quelle forme di criminalità che troppo spesso fanno dell’ambiente un oggetto da sfruttare depauperandolo e alterandolo in modo irreparabile.

Accanto ai progetti ‘fondanti’, prendono vita le molteplici iniziative legate al territorio: i Percorsi di Pace rivolti agli studenti degli Istituti scolastici del comprensorio di Monterotondo, le iniziative educative e formative promosse a Caulonia in collaborazione con alcune associazioni di volontariato e le iniziative che la sezione milanese della Fondazione dedica alle famiglie in situazione di disagio economico e sociale nel quartiere periferico di Quarto Oggiaro.

L’impegno della Fondazione, concentrato nella ricerca di una formula atta a coniugare la necessità di preservare le proprie radici e la propria identità  con quella di ‘fare rete’ aprendosi alle realtà del territorio, trova espressione anche nella  prospettiva di interpretare la Casa della Pace Angelo Frammartino di Monterotondo – la cui inaugurazione auspichiamo possa, a breve,  avere luogo -  come lo  specchio della coerenza di tali obiettivi.

Per dare vita a questo ‘organismo sinergico’, capace di svilupparsi mantenendo «i piedi nel borgo e la testa nel mondo», la Fondazione dovrà quindi sentirsi ‘come a casa propria’, ma nel contempo essere aperta e pronta a interpretare le istanze sociali facendo della Casa della Pace il  luogo nel quale condividere ideali e finalità. Un luogo colmo di luce, di vita e di tutti i colori che Angelo, con la sua grande generosità e con la sua intensa voglia di vivere per gli Altri, avrebbe certamente voluto.

www.angeloframmartino.org

 

ArciReport, 24 aprile 2014

 



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Posted by Winstonseams on
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