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La formazione dei dirigenti dei circoli come motore della crescita associativa

03/04/2014

 

 

 

Ordine del giorno approvato dal Congresso Nazionale Arci

Avviare e gestire un circolo è diventato sempre  più complesso a causa della crescente complessità del quadro normativa e burocratico amministrativo.

circololalba_1.jpgI dirigenti di un circolo si trovano quotidianamente a doversi relazionare con una miriade di uffici pubblici (Comune, ASL Agenzia delle Entrate, SIAE, ecc.) per promuovere le attività della propria associazione, relazione non sempre lineare e collaborativa anche a causa della scarsa chiarezza delle diverse regolamentazioni e, non raramente, della difformità di interpretazioni delle norme che i funzionari assumono da territorio a territorio.

A questo si aggiunge un aumento continuo dei controlli da parte degli organi rispettivi verso i soggetti del terzo settore che molto spesso tendono a svolgere verifiche con atteggiamenti vessatori facendo scattare, su semplici presunzioni, sanzioni anche molto pesanti a carico del gruppo dirigente dell’associazione.

In un contesto come quello attuale quindi l’impegno sociale e culturale di tante persone che scelgono liberamente di costituirsi in associazione, come previsto dalla Costituzione, per offrire il proprio contributo alla crescita ed al benessere della propria comunità, carica i gruppi dirigenti di importanti  responsabilità  civili, fiscali e penali.

Un carico di responsabilità  che diventa una vera e propria barriera  alla piena  affermazione del diritto/dovere di ogni cittadino di impegnarsi  e partecipare alla costruzione di un mondo migliore.

Si pone quindi l’esigenza di supportare tale impegno civile e senso di responsabilità verso la propria comunità, con percorsi formativi che consentano a gruppi dirigenti dei circoli di acquisire specifiche competenze sul piano normativo e amministrativo, al fine di favorire lo sviluppo associativo riducendo i rischi di incorrere involontariamente  in sanzioni giuridiche ed economiche.

Il portale ’filo rosso’ rappresenta sicuramente in tal senso un strumento utile di aggiornamento e chiarimento  sul continuo modificarsi delle norme che regolano la vita associativa e i relativi adempimenti burocratici, ma non basta!

È necessario  che l’Arci nazionale preveda percorsi formativi diffusi sui territori, anche attraverso la valorizzazione del ruolo e delle competenze  istituzionali dei comitati territoriali, capaci di creare un sistema diffuso di competenze  in modo da consentire ai dirigenti dei circoli di affrontare con consapevolezza la complessità normativa burocratica ed amministrativa della vita associativa.

 

ArciReport, 3 aprile 2014



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