‘Lo stato della follia’, il documentario di denuncia sugli ospedali psichiatrici giudiziari

02/04/2014

 

 

Gli Opg vanno chiusi entro il 31 marzo 2013, ha sentenziato il Senato nel gennaio 2012 (col parere contrario di Lega e Giovanardi). Prima proroga di un anno, perché le Regioni squattrinate non sanno come provvedere.

stato_follia.jpgPoi una nuova proroga fino al 2017. Eppure avevano provocato enorme sdegno quelle immagini girate all’interno dei 6 Opg dalla commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale presieduta da Ignazio Marino. Immagini di morti viventi, di cloache a cielo aperto e di farmaci-caramelle; grida di aiuto, perché «l’uomo è un animale che può provare ad abituarsi, ma qui viene messo a dura prova».

Ora a ricordare agli onorevoli e a Strasburgo, che spesso bacchetta l’Italia, l’inferno dei manicomi criminali, gira per le sale un documentario, Lo stato della follia, realizzato da Francesco Cordio, che per conto della commissione ha girato quelle immagini e che ha ricevuto una menzione speciale al Premio Ilaria Alpi 2011. Quel raccapriccio è diventato un racconto, guidato dalla voce attoriale di Luigi Rigoni, che da quella follia è passato e ne è uscito, per fortuna, quasi indenne.

Il racconto in prima persona dell’attore si intreccia con le riprese effettuate, senza preavviso, in questi luoghi ‘dimenticati’ anche dallo Stato. Il film intende accompagnare, e far vivere lo spettatore, in questi luoghi dove le persone, fin dagli inizi del ‘900, sono relegate e disumanizzate dal trattamento farmacologico, dall’abbrutimento delle celle di isolamento e dei letti di contenzione. Il documentario porta alla luce lo stato di abbandono delle strutture psichiatriche e la privazione dei più elementari diritti costituzionali alla salute, la cura, la vita di tanti malati mentali.

«È evidente che la chiusura degli Opg diverrà definitiva solo quando tutte le Regioni e pubbliche amministrazioni avranno pronta la struttura – ha scritto la conferenza delle regioni – i tempi vanno quindi calcolati avendo a riferimento l’ultima Regione e non la prima». Tanto non c’è fretta, «qui ti uccidono piano piano».

fb Lo Stato della Follia

 

ArciReport, 3 aprile 2014



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