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Il Carnevale della cittadinanza: "Siamo italiani, non fantasmi"

27/02/2017

I veri protagonisti del Carnevale della cittadinanza, promosso da L’Italia sono anch’io e #italianisenzacittadinanza, sono stati i bambini. Quelli della scuola elementare Pisacane, una delle più multietniche di Roma, e quelli che sono venuti al Pantheon insieme alle loro famiglie, italiane o di origine straniera. Con palloncini colorati in mano, coriandoli, molti in costume, persi a inseguire le bolle di sapone giganti, o intenti a esibirsi sul palco improvvisato, con canzoni e balletti.
Tutti insieme a gridare «Cittadinanza subito». Lo scopo di quest’ultimo martedì di mobilitazione in piazza era ancora una volta quello di richiamare l’attenzione dei senatori sulla necessità di approvare al più presto la riforma della legge sulla cittadinanza, per consentire a quel milione di bambini, ragazzi e ragazze che sono nati o cresciuti in Italia, di essere cittadini non solo di fatto, ma anche di diritto. 20170228_153643.jpgE non è solo una questione formale, perché senza la cittadinanza italiana molte opportunità sono precluse, dal poter partecipare a una gita scolastica all’estero al praticare sport agonistico. Insomma uno Stato che costringe a ‘sentirsi  diversi’, anche quando nel sentire comune, dalla tua comunità, a scuola come tra gli amici,  questa diversità non viene percepita. E mentre a Roma si manifestava, anche in altre città italiane sono state organizzate mobilitazioni per dare una sveglia al Senato, dove da più di un anno  giace la legge approvata alla Camera. Lo stesso si è fatto persino a Londra e nella lontana  San Francisco, davanti alle sedi diplomatiche italiane.

I parlamentari venuti al Pantheon, fra cui la relatrice della legge senatrice Lo Moro, come anche l’onorevole Orfini, il presidente del partito che esprime il capo del governo,  si sono spesi in 20170228_153105.jpgrassicurazioni sulla rapida approvazione della legge, ma il sentimento comune è ormai di diffidenza.
Troppe le promesse andate a vuoto e troppi gli anni persi finora. Non sono bastate le 200mila firme raccolte da L’Italia sono anch’io per due leggi di iniziativa popolare, una delle quali sulla riforma della cittadinanza, le iniziative in tutta Italia, i convegni, le conferenze stampa, gli incontri con i presidenti di Camera e Senato e con tanti parlamentari per portare a conclusione l’iter della legge.
Il pomeriggio si è concluso con una sfilata improvvisata fino a Palazzo Madama, fra lo stupore dei vigili e delle forze dell’ordine a cui forse mai era capitato di vedere un piccolo ma combattivo corteo, con in testa bambini e passeggini, preceduti da una riproduzione formato gigante del passaporto italiano.  
Ovviamente la mobilitazione non finisce qui. L’impegno di tutti è di continuare a fare pressioni con le iniziative fino all’approvazione della legge.

 



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