Dalla parte di chi salva vite umane

13/05/2017




Dal Festival Sabir un appello di Arci, Caritas Italiana, Acli, Asgi, Amnesty International Italia

 

In assenza di percorsi sicuri e legali verso l'Europa, negli ultimi anni centinaia di migliaia di migranti e rifugiati hanno attraversato il Mediterraneo in modo illegale e mettendo in pericolo le loro vite.

Invece di creare un sistema ordinato che mettesse a disposizione percorsi sicuri per queste persone e di promuovere il rispetto e la protezione dei diritti umani nei paesi in cui dominano conflitti, persecuzioni e povertà, i leader europei si sono sempre più concentrati sul blocco delle frontiere e sui negoziati con governi che violano i diritti umani, allo scopo di impedire le partenze e lasciando ricadere l’onere improrogabile di salvare vite umane sempre più sulle associazioni umanitarie.

In Italia, la campagna di diffamazione contro le ONG che stanno svolgendo, dopo la chiusura del programma Mare Nostrum, attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale, ha travolto tutte le organizzazioni che svolgono iniziative di solidarietà e tutela dei diritti umani.

Invece di dare priorità alle attività di ricerca e soccorso per prevenire la morte di migliaia di uomini, donne e bambine che continuano a partire dalla Libia, abbiamo assistito a una vera e propria campagna denigratoria, passando da accuse di ingenuo “buonismo”, a quelle di complicità con i trafficanti e di lucrare sulle attività di solidarietà e in particolare sull’accoglienza.

Salvare vite umane, accogliere chi arriva sulle nostre coste in cerca di sicurezza, garantire protezione a chi fugge da situazioni disperate si sono trasformate in attività sospette, da indagare e perseguire sulla base di affermazioni diffuse ampiamente ancor prima di essere suffragate da prove. A essere messo sotto attacco è lo stesso concetto di solidarietà, che da motivo di orgoglio è diventato oggetto di sospetto.

Se dunque non possiamo non concordare con controlli di legalità e indagini serie, ove vengano portati avanti assicurando i principi costituzionali, non possiamo esimerci dal biasimare con forza la strumentalizzazione degli stessi.

Con questo appello chiediamo a tutte le persone e le organizzazioni che credono nella solidarietà e nei diritti, di schierarsi, come noi abbiamo scelto di fare con convinzione, a fianco di chi salva le vite umane, di chi svolge attività di solidarietà, di chi si batte per affermare i diritti umani per tutti.

Primi firmatari: Arci, Caritas Italiana, Acli, Asgi, Amnesty International Italia

 

13 maggio 2017



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Posted by stefano moser on
Salvare vite umane in mare o a terra è un dovere. Punto
I procuratori parlino, se lo devono fare, nei luoghi di loro competenza. Punto. Dovrebbe essere avviata una class action di tutte le ONG, anche quelle non direttamente coinvolte, per diffamazione.
Posted by Dario on
Salvare vite umane è un obbligo Costituzionale, un principio di civiltà. I politici, come Salvini che inneggiano a costruire muri non sono degni di rappresentare le Istituzioni. Le Istituzioni devono essere faro dell'accoglienza e dell'umanità. Dove c'è Salvini l'umanità è morta e si deve contrastare questo affinchè non si verifichino mai più i crimini del fascismo e del nazismo.Partecipare la Manifestazione Insieme senza muri è un obbligo di civiltà per tutte le persone civili degne di rappresentanza, affichè vengano distrutti i muri e i fili spinati, che sempre di più oggi si costruiscono in tutto il mondo. La Manifestazioni di oggi è straordinaria e si deve partecipare. Le accuse alle ONG da parte di Salvini e di politici, soprattuto del magistrato Zuccaro sono inaccettabili e hanno il fine di criminalizzare la solidarietà. Chi acccusa i volontari mi fa schifo, soprattutto da parte di parlamentari.
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