L'Assemblea nazionale dei Movimenti per l'acqua di Firenze ha promosso un appello "a tutti gli uomini e le donne di questo paese" perché "in questi mesi che ci porteranno al referendum si apra una grande stagione di sensibilizzazione sociale sul tema dell’acqua, e si produca uno straordinario sforzo di comunicazione sull’importanza della vertenza in corso e sulla necessità del coinvolgimento di tutto il popolo italiano". Intanto, sono ormai operativi i gruppi di discussione condivisi all'Assemblea. La campagna più importante su cui il movimento per l'acqua si impegnerà nei prossimi mesi sarà quella per la moratoria. In allegato, il testo dell'appello.
La Fondazione Angelo Frammartino Onlus ha pubblicato la sesta edizione del bando per l'assegnazione di 3 borse di studio finalizzate alla promozione tra i giovani della cultura di pace, legalità, diritti e convivenza tra i popoli. La scadenza per la consegna è il 21 giugno. Sul sito www.angeloframmartino.org il bando completo.
L'Arci ha aderito alla manifestazione "Basta! Non possiamo più aspettare! Per il diritto al lavoro, all'istruzione, alla salute, al reddito, alla cittadinanza, per la giustizia sociale e la democrazia" promossa dalla Fiom, ritenendola un'opportunità di mobilitazione unitaria delle forze sociali particolarmente utile in questa difficile e delicata fase politica. Invitiamo i comitati Arci ad organizzare la più ampia presenza possibile di circoli e soci dai territori e a portare un pezzo di tessuto per ricordare gli oltre 1000 tra lavoratrici e lavoratori morti lo scorso 24 aprile in Bangladesh. L'appuntamento dell'Arci è davanti alla Basilica di Santa Maria degli Angeli alle ore 9. Per chi arrivasse in ritardo, il nostro spezzone sarà subito dietro quello della Fiom che aprirà il corteo, insieme alle altre associazioni che hanno aderito. Alle spalle delle associazioni ci saranno le organizzazioni studentesche. In piazza San Giovanni, dove si terranno i comizi conclusivi, saremo presenti con un nostro gazebo. All'interno, l'invito di Maurizio Landini alla partecipazione, la lettera di don Luigi Ciotti e alcuni contributi pubblicati su Arcireport.
La tragedia delle oltre 550 persone morte nel crollo di 5 fabbriche di abbigliamento in Bangladesh non è un incidente né una fatalità. La cronaca di questa tragedia che riprendamo dal sito di IndustriAll global Union inizia con una donna che urla “tagliatemi le mani, salvatemi la vita”. Una drammatica alternativa, che sicuramente nessuno adesso avrà il coraggio di considerare una libera scelta, ma a quella donna era stato imposto di scegliere se rinunciare a tre giorni di paga, (che per lei e i suoi figli significa il necessario per vivere), o entrare in quel palazzo nonostante l'imminente pericolo di crollo. Poteva scegliere! Un lavoro senza diritti non è un lavoro, è una moderna forma di schiavitù. Per ricordare le lavoratrici e i lavoratori morti a centinaia lo scorso 24 aprile, la Fiom-Cgil invita a portare e indossare il 18 maggio, alla manifestazione di Roma, un pezzo di tessuto. All'interno, il testo del comunicato del sindacato.