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A tre anni dal terremoto l'Aquila è una città sospesa tra dramma e speranza

A tre anni dal terremoto l'Aquila è una città sospesa tra dramma e speranza Il 6 aprile 2012 saranno passati tre anni dal terremoto che ha colpito la città dell'Aquila. Oggi in questo luogo, certo precario ma vivo e sicuro, sono ripartite le nostre vecchie e nuove sfide. Piccoli, impercettibili segni di vita di fronte all'irritante immobilismo della politica. Bisogna denunciare ancora una volta che oggi, dopo tre anni, tra silenzi colpevoli e liti burocratiche-partitiche, L'Aquila lentamente muore, sola e abbandonata con le sue ferite che, in questo tempo, si sono solo moltiplicate ed incancrenite. Ma i dati drammatici riguardano tutta l'economia della città. Le imprese sono in crescente difficoltà e rischiano di seguire il destino di quelle che non hanno mai più ripreso, il ricorso alla cassa integrazione è enorme e la disoccupazione a livelli impensabili. All'interno, articoli e approfondimenti.

19 maggio 2012 a Vittoria e 4 giugno a Niscemi: contro il Muos per un Mediterraneo di pace

19 maggio 2012 a Vittoria e 4 giugno a Niscemi: contro il Muos per un Mediterraneo di pace Il 4 aprile a Comiso per ricordare la manifestazione di 30 anni fa contro l’installazione del missili. Il 19 maggio a Vittoria per ribadire la nostra contrarietà al Muos anche a suon di musica. Il 4 giugno con la Carovana Antimafie, la sera in piazza e prima in marcia nella Riserva Orientata Sughereta di Niscemi per fare vedere dal vivo che cos’è concretamente il MUOS, quale scempio ambientale ha già prodotto, quale minaccia rappresenti per la salute e la sicurezza delle persone. E anche per ribadire che dire NO al MUOS significa dire NO alle MAFIE, e significa dire si a un presente e a un futuro liberi dalle guerre e dai processi di militarizzazione, dalle sudditanze e dalle schiavitù delle mafie e dei poteri forti, in cui vengano riaffermati i diritti delle persone a partire dalla dignità e dalla cittadinanza e ribadita l’aspirazione alla giustizia sociale. All'interno l'appello "Contro il Muos per un Mediterraneo di pace" promosso, tra gli altri, dall'Arci.

La Lega si scopre vulnerabile e contaminata dal malaffare

La Lega si scopre vulnerabile e contaminata dal malaffare La Lega Nord per l'Indipendenza della Padania, oggi il partito più longevo nato dalle ceneri dei vecchi e consunti partiti della Prima Repubblica e affermatosi sempre più negli anni del disincanto verso la politica, si scopre vulnerabile e contaminato dal malaffare. Cresciuto dando forza a poche e spesso grevi espressioni quali ‘etnofederalismo’ e ‘Roma ladrona’, questo movimento ha via via sostituito la prossimità al territorio dei compagni delle case del popolo e dei democristiani delle parrocchie.

La scelta del Sindaco

La scelta del Sindaco Pur trattandosi di elezioni ammini­strative parziali, da questa ultima tornata elettorale è tuttavia possibile trarre delle valutazioni generali, sia per il numero di votanti interessati (9 milioni), sia per il particolare momento politico e sociale. Una prima valutazione, legata solo alla lettura delle cifre elettorali, indica un forte calo di consenso per il governo Monti e le sue politiche, dovuto soprattutto al risultato del Pdl. Molto probabilmente, per gli stessi motivi che in Italia hanno portato ad un crollo delle forze di centrodestra, sia in Francia che in Grecia si affermano programmi e partiti di sinistra. All'interno, il commento di Emanuele Patti e articoli sulle amministrative in Sicilia, Liguria e Calabria.

In Grecia un voto europeista contro le politiche della ‘troika’

In Grecia un voto europeista contro le politiche  della ‘troika’ Il voto greco rappresenta una di quelle rare occasioni elettorali in cui su vincitori e vinti non possono esserci molti dubbi. Ha perso il ‘comitato bancario di salute pubblica’, rappresentato dai due grandi partiti fautori del rigore, che per due anni hanno imposto misure d’austerità e umiliato la Grecia, di fatto commissariata dalla troika (Ue, Bce, Fmi). I conservatori di nuova Democrazia e il socialisti del Pasok ne escono con le ossa rotte e insieme raggiungono appena il 32%, anche se grazie alla legge elettorale greca, coi loro 149 seggi potranno tenere in ostaggio la stragrande maggioranza degli elettori che hanno bocciato il neoliberismo dei tagli, della disoccupazione, della distruzione di società e di vite umane.
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