Dopo la piazza, il Parlamento. Il Pdl sulla giustizia non demorde. Prima le manifestazioni dei suoi parlamentari davanti e dentro il Palazzo di Giustizia, poi la kermesse di Brescia contro i giudici, con tanto di ministri, compreso il vicepremier e neoministro degli Interni Alfano, tutto per preparare il terreno a quella che resta la madre di tutte le battaglie per Berlusconi e il suo partito: limitare per legge possibilità di indagine della magistratura e impedire alla stampa di informare l’opinione pubblica.
Abbiamo ascoltato con soddisfazione le prime dichiarazioni della nuova ministra all’Integrazione Cecile Kyenge, che ha annunciato per le prossime settimane un decreto legge che introduca per i giovani di origine straniera nati in Italia lo ius soli, cioè il diritto ad acquisire la cittadinanza del paese in cui sono nati. Si tratta di una proposta ormai più che matura, che trova un’opinione pubblica largamente sensibilizzata sull’argomento, anche grazie al lavoro capillare sul territorio svolto dalla Campagna L’Italia sono anch’io che, sostenuta da un largo schieramento di organizzazioni sociali ed enti locali, ha raccolto nel 2012 più di 230mila firme per due leggi di iniziativa popolare depositate in Parlamento nel corso della precedente legislatura.
Si è scatenata in questi giorni una vera e propria campagna di insulti, intrisi di razzismo e volgare sessismo contro due stimate rappresentanti delle istituzioni, il ministro all’Integrazione Cecile Kyenge e la Presidente della Camera Laura Boldrini. Insulti pronunciati anche da politici che siedono nel Parlamento italiano ed europeo, oltre che da esponenti di organizzazioni di estrema destra, e che stanno circolando sul web e sui social network. Una campagna vergognosa contro due figure istituzionali che, agli occhi di chi la alimenta, hanno evidentemente il torto di essere donne, donne con una storia di impegno contro il razzismo e ogni forma di discriminazione. A loro va tutta la nostra stima e la nostra solidarietà.
Tra le tante perplessità che suscita la nascita del nuovo governo e le contraddizioni che porta con sé, c’è una bella notizia: la presenza di una donna di origine straniera al Ministero dell’integrazione, che promette bene sia per il nome (del Ministero) che per l’esperienza e la competenza della persona scelta per dirigerlo. Auspichiamo inoltre che sotto la spinta di questa novità, e della posizione già espressa dalla stessa neo Ministro, con il contributo di altri importanti esponenti del governo, tra i quali il presidente del Comitato Promotore della Campagna L’Italia sono anch’io, Graziano Delrio, si possa finalmente in Parlamento avviare una discussione positiva sulle due leggi di iniziativa popolare depositate nella scorsa legislatura sul diritto di voto alle amministrative e sulla riforma della cittadinanza.
Dopo la denuncia-querela inoltrata dall'ex consigliere ed assessore del Comune di Monopoli, Antonio Rossani ai danni dell'Arci di Monopoli, che fa seguito all'iniziativa organizzata il 25 aprile dai compagni del comune barese, quando sulla targa della via intitolata ad Araldo di Crollalanza è stato affisso un foglio con i nomi dei due partigiani Giordano Cavestro e Giacomo Ulivi, il comitato regionale dell'Arci Puglia diffonde il seguente comunicato: «Le equiparazioni tra fascismo ed antifascismo, oltre ad essere antistoriche, sono pericolose deviazioni dalla strada della democrazia, conquistata con il sangue dalla lotta dei partigiani. Perpetuare la memoria dei partigiani, è dunque un dovere civile e civico. Ed è quello che hanno fatto i compagni dell'Arci a Monopoli, attraverso un'azione nonviolenta ma egualmente significativa».