Ricordare Capaci per ricordare la nostra storia, quella parte che ha segnato una generazione di ragazze e ragazzi,sospesi fra la caduta del muro di Berlino (ed il relativo mutamento degli scenari internazionali) ed il tracollo della Prima Repubblica, infine annichiliti dalle bombe mafiose. Ricordare Capaci, oggi, per non dimenticare i nomi di chi, per la difesa dello Stato, quello di cui siamo tutti parte, hanno pagato il dazio salato della vita. Giovanni Falcone e Francesca Morvillo. E poi gli uomini della scorta, quelli talvolta sconosciuti anche da parte dell’antimafia sociale che, pure, è schierata da sempre a difesa tenace della giustizia. Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani.
La lunga vita di Don Gallo, intessuta di tanto spirito e di immensa umanità, si è spenta. Ha vissuto la vita come missione che non attende la redenzione, ma la pratica ogni giorno fra gli ultimi e gli oppressi. Di tutte le ingiustizie si è caricato le spalle, e per tutti i diritti ha combattuto, seminando intorno a sé speranza, coraggio, affetti grandi e buoni. Ci stringiamo intorno alla Comunità di San Benedetto al Porto con amore, condivisione e riconoscenza. Continueremo ad incontrare Don Gallo su tutte le strade e i marciapiedi del mondo, tutti quelli che voi percorrerete e che insieme cammineremo per fare un mondo giusto. All'interno, le informazioni logistiche sulla Camera ardente e sui funerali che si svolgeranno sabato prossimo.
Dopo la piazza, il Parlamento. Il Pdl sulla giustizia non demorde. Prima le manifestazioni dei suoi parlamentari davanti e dentro il Palazzo di Giustizia, poi la kermesse di Brescia contro i giudici, con tanto di ministri, compreso il vicepremier e neoministro degli Interni Alfano, tutto per preparare il terreno a quella che resta la madre di tutte le battaglie per Berlusconi e il suo partito: limitare per legge possibilità di indagine della magistratura e impedire alla stampa di informare l’opinione pubblica.
Abbiamo ascoltato con soddisfazione le prime dichiarazioni della nuova ministra all’Integrazione Cecile Kyenge, che ha annunciato per le prossime settimane un decreto legge che introduca per i giovani di origine straniera nati in Italia lo ius soli, cioè il diritto ad acquisire la cittadinanza del paese in cui sono nati. Si tratta di una proposta ormai più che matura, che trova un’opinione pubblica largamente sensibilizzata sull’argomento, anche grazie al lavoro capillare sul territorio svolto dalla Campagna L’Italia sono anch’io che, sostenuta da un largo schieramento di organizzazioni sociali ed enti locali, ha raccolto nel 2012 più di 230mila firme per due leggi di iniziativa popolare depositate in Parlamento nel corso della precedente legislatura.
Si è scatenata in questi giorni una vera e propria campagna di insulti, intrisi di razzismo e volgare sessismo contro due stimate rappresentanti delle istituzioni, il ministro all’Integrazione Cecile Kyenge e la Presidente della Camera Laura Boldrini. Insulti pronunciati anche da politici che siedono nel Parlamento italiano ed europeo, oltre che da esponenti di organizzazioni di estrema destra, e che stanno circolando sul web e sui social network. Una campagna vergognosa contro due figure istituzionali che, agli occhi di chi la alimenta, hanno evidentemente il torto di essere donne, donne con una storia di impegno contro il razzismo e ogni forma di discriminazione. A loro va tutta la nostra stima e la nostra solidarietà.