Ci siamo, da oggi i profughi dell’emergenza Nord Africa sono ufficialmente senza accoglienza. Migliaia di uomini, donne e bambini si ritrovano senza un posto dove stare perché lo Stato prima ha riconosciuto loro il diritto alla protezione umanitaria e poi non si è assunto la responsabilità della loro tutela e della loro integrazione. L’Arci non ci sta. In questi due anni l’associazione non si è tirata indietro: in qualità di ente di tutela dei richiedenti asilo e rifugiati, da nord a sud ha cercato le condizioni per costruire percorsi d’accoglienza secondo il modello SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e non chiuderà le porte a tutti quelli che non sono in condizione di lasciare le strutture per loro predisposte.
Si è svolto ieri pomeriggio, presso il Ministero dell’Interno, l’incontro del Tavolo di coordinamento nazionale sull’emergenza Nord Africa (ENA). Per la prima volta, al Tavolo è stata invitata anche l’Arci, in quanto associazione tra le più diffuse sul territorio e che si occupa dell’accoglienza di un gran numero di stranieri. Il prefetto Pria (capo dipartimento Libertà civili del Ministero), che coordina il Tavolo, preso atto delle osservazioni avanzate dalle principali associazioni sulle criticità della gestione dell’ENA, ha cercato di affrontarle una per una.
La Presidenza nazionale dell’Arci, valutato il quadro politico che si è determinato dopo il voto, reputa del tutto sbagliata e contraria alla volontà della maggioranza degli elettori qualsiasi ipotesi di costruzione di un ‘governissimo’ basato sull’alleanza della coalizione Italia Bene Comune con il centrodestra di Berlusconi. Il problema della costruzione di un nuovo governo, che l’esito del voto non rende certamente semplice, può trovare soluzione solo nella ricerca di punti di convergenza sulle cose concrete da fare immediatamente fra il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle, il quale ha ottenuto un notevole risultato di consensi elettorali che non può in nessun modo essere sottovalutato.
Dopo la nuova sentenza del Tribunale di Milano del dicembre 2012 che ammette che gli stranieri possano fare il SCN, il Governo continua a escluderli. Un’ingiustizia a cui il nuovo Parlamento deve porre rimedio, facendo le necessarie modifiche legislative. All'interno la dichiarazione congiunta del responsabile immigrazione Arci Filippo Miraglia e del presidente Arci Servizio Civile Licio Palazzini
Il 28 febbraio i centri d'accoglienza dell'Emergenza Nord Africa chiuderanno. Il 19 febbraio il Ministero dell'Interno emana una nuova circolare. E’ solo di oggi infatti la circolare che fornisce alcune indicazioni comuni per le Prefetture. Sino ad ora i singoli progetti d’accoglienza hanno adottato le soluzioni più disparate, anche in base agli orientamenti diversi di prefetture e questure (anche tra comuni distanti tra loro pochi chilometri). Dopo questa circolare ministeriale, che finalmente descrive azioni per tutelare i rifugiati rispetto ai permessi di soggiorno per viaggio e al contributo per i percorsi di uscita, continuiamo a porre delle domande al Governo e al Ministero dell’Interno.Domande a cui non sono mai state fornite adeguate risposte, in mancanza delle quali sarà inevitabile che continuino ingiustizie, discriminazioni e spreco di risorse pubbliche.