Dal 5 al 7 maggio 2005 a Cortona duecento dirigenti dell'Arci si sono confrontati sulle politiche culturali dell'associazione.
Hanno parlato di diritti culturali, associazionismo, promozione sociale, parole chiave che definiscono bene il progetto dell'Arci, la sua storia e i suoi compiti oggi. La rete dei circoli Arci rappresenta ogni giorno per centinaia di migliaia di cittadini l'opportunità di esercitare il proprio diritto alla cultura, presidiando lo spazio della promozione culturale diffusa, tanto esteso e importante quanto trascurato, sia dalle politiche pubbliche che dagli interessi del mercato.
I diritti culturali sono un cardine del patto di cittadinanza:
dalla possibilità di accesso ai saperi passa l'alternativa fra una società di sudditi o di cittadini liberi.
La cultura dà un'anima alle nostre città, è lo strumento con cui una comunità si riconosce nella sua storia, nel suo patrimonio artistico, ambientale, nelle differenze che vi convivono. Ci aiuta a elaborare la complessità del nostro tempo, è l'antidoto al disagio e alla solitudine, è parte di un moderno sistema di welfare. Il benessere sociale cresce con l'offerta di opportunità culturali, il vuoto culturale genera disagio ed esclusione. Crediamo in una cultura in cui i cittadini non sono solo spettatori ma protagonisti, che stimola la capacità critica e la crescita permanente delle persone.
Una cultura che esce dalle sedi canoniche e occupa spazi da riusare, qualifica le periferie, investe sulla creatività giovanile, sulla partecipazione e l'iniziativa dei cittadini.