Il 29 e 30 giugno si è svolto il secondo incontro nazionale di Arci Teatro, il progetto nazionale dell’Arci per la promozione del teatro. Dopo il primo meeting svoltosi a l’Aquila nello scorso novembre all’interno del teatro costruito con i fondi raccolti dall’associazione per dare una casa alla cultura associativa aquilana, questo secondo appuntamento si è svolto negli spazi del Cinema Terminale di Prato. La struttura era parte di una grande casa del popolo diventata proprietà di privati e ora a rischio svendita. Un comitato di associazioni e cittadini hanno proposto di trasformarlo nella casa del cinema della città e attraverso numerose iniziative stanno animando i suoi bellissimi spazi. Il 29 giugno si è svolta la finale del concorso/rassegna “Avanti Attori” promosso dall’Arci di Prato con la collaborazione di Arci Toscana e Arci Teatro. E’ stata una bella serata con proposte teatrali di qualità che testimoniano la vivacità del circuito teatrale dell’Arci. Oltre alla premiazione dei vincitori del concorso ha messo in scena il progetto teatrale Nonessere della compagnia Teatronnivoro (Ravenna), vincitore della selezione nazionale della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo per partecipare al World Event Young Artists 2012 a Nottingham. Alla riunione del giorno successivo hanno partecipato numerose esperienze associative che lavorano in ambito teatrale e artisti premiati. Molte le difficoltà messe in evidenza dai partecipanti: pesante diminuzione dei fondi degli enti locali, clausole dei bandi progettuali troppo penalizzanti, diminuzione del pubblico anche per caduta di curiosità ed interesse. Tante le proposte per rafforzare il nostro lavoro e promuovere i progetti teatrali migliori che provengono dalla nostra rete. Oltre alla messa a punto di strumenti di condivisione e comunicazione della rete si lavorerà sulla costruzione di un appuntamento nazionale dell’Arci sul Teatro, su di un bando nazionale per progetti teatrali innovativi, sulla promozione di laboratori e residenze artistiche. Sullo sfondo la crisi non solo economica, ma di un sistema teatrale italiano che tra lirica e teatri stabili rende asfittico il panorama del teatro indipendente e di ricerca con il rischio molto concreto della desertificazione culturale anche in questo ambito.