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Coltivare la memoria e diffondere

i valori della democrazia



di Andrea La Malfa, referente Arci per la Presidenza sulla Memoria

 

Quest’anno l’Arci celebrerà il 25 aprile dedicando le iniziative realizzate in decine di città italiane dai suoi circoli e comitati alla raccolta di firme Mai più fascismi, promossa assieme all’Anpi e a decine di organizzazioni sociali.

Una lettura politica più legata al contingente tenderebbe a leggere il voto delle elezioni politiche del 4 marzo come la certificazione che l’allarme dell’ascesa dell’estrema destra in Italia sia stato eccessivo; in realtà una associazione come la nostra che promuove cultura, non può non essere preoccupata dal clima di odio e razzismo, che è la condizione  prepolitica.

Nessuno pensa che il fascismo sia alle porte nelle forme e nella simbologia novecentesca, che rappresenta un periodo storico diverso da quello che stiamo vivendo.

Riteniamo però pericoloso sottovalutarne i grumi che troviamo nella nostra società che, con strumenti nuovi, possono trovare condizioni per gemmare proposte che ne riattualizzino i disvalori di quella storia. Promuovere l’appello significa darci un’occasione di incontro con quanti, come noi, condividono questa preoccupazione.

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Sempre il 25 aprile, verrà diffuso su internet il pdf del nuovo libretto di Fare memoria oggi, che raccoglie gli atti del convegno tenuto a Casa Cervi il 14 e 15 ottobre scorso. La stampa avverrà a breve e sarà dunque disponibile, per i comitati e circoli che volessero farne richiesta, la versione cartacea.

Lo scorso appuntamento di Fare memoria oggi ci ha consegnato un dibattito ricco, non univoco e politicamente significativo. Per questo motivo era per noi particolarmente importante lasciarne traccia scritta. Per chi, soprattutto della nostra rete, è stato impossibilitato a partecipare questo lavoro consente di prendere spunto dalle riflessioni esposte; per chi invece ha partecipato a questa iniziativa il libretto diventerà un utile promemoria. Questo lavoro può diventare anche un utile strumento di promozione verso soggetti a noi vicini, con cui condividiamo valori e iniziative, per trasmettere la ricchezza delle riflessioni.

Momenti di condivisione e di riflessioni comuni non vanno intesi nel senso di una liturgia, ma come cura del nostro stare insieme e possibilità di un maggior coordinamento (e dunque efficacia) del comune agire politico. L’Arci, come associazione culturale radicata nella società, può svolgere un ruolo cruciale per coltivare la memoria e diffondere i valori della democrazia e gli strumenti della cittadinanza consapevole.


L’azione sui territori, come quella promossa in un momento per noi identitario come la festa della Liberazione, è una chiave di sviluppo associativo e di costruzione di relazioni significative. Del resto le associazioni, intese anche come una comunità, un gruppo di persone legate insieme da interessi culturali e sociali, valori, pratiche, crescono nella cura delle relazioni con altri soggetti e tra i propri componenti. L’aspetto del ‘fare insieme’ nelle difficoltà materiali e in quelle più soggettive, è la vera eredità che l’esperienza della Liberazione ci ha lasciato, non tanto - e non solo - nel permetterci di utilizzarla, ma soprattutto nello spingerci a promuoverla.

Le iniziative su www.arci.it


ArciReport numero 14, 19 aprile 2018


Arcireport numero 14_2018

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