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RAPPORTI SUI DIRITTI UMANI IN LIBIA

Se qualcuno attende in silenzio una evoluzione dei diritti umani in Libia, l'attesa sembra assai lunga. E intanto i migranti muoiono, o sono torturati, le donne vengono stuprate, tutti lo sanno, ma tutti collaborano con Gheddafi, e gli affari vanno a gonfie vele.

I documenti allegati sono assai di particolare importanza perchè consentono di ricostruire il quadro della legislazione libica in materia, dell'"impegno" del governo libico nel campo dei diritti umani, e soprattutto perchè contribuiscono a dare una identità alle vittime, vittime del colonnello Gheddafi e degli stati europei che lo sostengono. E non sono solo migranti ma anche cittadini libici. Tutti terroristi?

Il rapporto di Amnesty International, in particolare, contiene anche un richiamo alla situazione degli eritrei detenuti nella prigione di Misurata, richiamando la circostanza di visite da parte di rappresentanti del governo eritreo che "proponevano" ai loro connazionali detenuti il ritorno in patria e la fornitura dei documenti di viaggio.

Le condizioni di detenzione di Misurata, tuttora attuali per centinaia di migranti, e le prospettive dopo il rientro in Eritrea,

sulle quali abbiamo già diverse testimonianze, lasciano intravedere

scenari che non potremo mai documentare sino in fondo, ma che dovrebbero essere piuttosto sconvolgenti per le coscienze europee, se ancora se ne può parlare...

Vediamo adesso cosa combinano Zapatero e Gheddafi nel prossimo incontro a Madrid. E l'Italia non sta certo a guardare. D'Alema è stato già diverse volte in Libia e alcuni contratti (gas,petrolio, infrastrutture e sistemi di sorveglianza) sono già firmati.

Per delinquenti trattati come persone oneste, persone oneste sul banco degli imputati.

Ad Agrigento proseguono intanto i processi contro i responsabili della Cap Anamur ( udienza lunedì prossimo) e mercoledì, contro i pescatori tunisini arrestati nel mese di agosto ad Agrigento e poi rimessi in libertà.

 

 

14.04.2008