Dopo i gravi episodi che si sono verificati il 7 e 8 gennaio a Rosarno, dove lavoratori migranti sono stati vittima di violenze e aggressioni razziste, e nel quadro della campagna Per un diritto alla trasparenza nei luoghi di detenzione per stranieri Migreurop, la rete internazionale di cui l’Arci fa parte, ha organizzato lo scorso 15 gennaio una missione di osservazione presso il Centro di identificazione ed espulsione (CIE) e il Centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Bari.
Della delegazione facevano parte i tre euro-parlamentari Isabelle Durant (Europe-Ecologie – Belgio), Hélène Flautre (Europe-Ecologie – Francia), Rui Tavares (GUE – Portogallo); il deputato italiano Maurizio Turco (Partito Radicale) ed esponenti delle associazioni Arci (Italia), Statewatch (Italia) e CIRÉ (Belgio), che sono membri di Migreurop.
Gli euro-parlamentari presenti hanno organizzato martedì 19 gennaio una conferenza stampa al Parlamento europeo a Strasburgo sull’allarmante situazione dei migranti in Italia.
Le testimonianze raccolte in occasione della missione riferiscono di gravi condizioni di sfruttamento nelle attività agricole in cui i lavoratori sub-sahariani erano impiegati. Denunciano anche le violazioni dei diritti subite, oltre che per le condizioni di lavoro, a causa della situazione abitativa inumana e degradante e alla segregazione. In considerazione di queste violazioni, è evidente che i migranti di Rosarno, lungi dall’essere responsabili, sono vittime che devono essere protette.
La missione ha constatato che alle violenze subite si sono aggiunte le menzogne del governo italiano: mentre il Ministro dell’Interno ha dichiarato che i migranti feriti avrebbero ottenuto la protezione umanitaria, la delegazione ha raccolto diverse testimonianze in base alle quali un ferito sarebbe attualmente detenuto nel CIE in attesa di espulsione. Così come l’evacuazione dei migranti da parte delle forze dell’ordine è stata presentata come una misura di protezione rispetto a possibili atti di vendetta da parte della popolazione autoctona, mentre si è tradotta in una vera e propria retata per coloro che erano sprovvisti di permesso di soggiorno. Costoro sono infatti stati condotti nel CIE dove sono detenuti in attesa di un provvedimento di espulsione.
Quello che è accaduto a Rosarno non è né colpa dei migranti né frutto del caso. La responsabilità è del governo che incita al razzismo e alla violenza con provvedimenti di legge e dichiarazioni di alcuni suoi rappresentanti, ma risulta completamente assente laddove i conflitti si producono. I fatti accaduti sono il prodotto di due fattori: la criminalizzazione dei migranti e l’assenza dello stato laddove vige la legge mafiosa.
Migreurop raccomanda che i lavoratori migranti di Rosarno attualmente detenuti beneficino di una protezione specifica in quanto vittime di sfruttamento umano ed economico. Chiediamo inoltre che vengano svolte inchieste ulteriori sugli eventi di Rosarno. E’ necessario infatti analizzare i processi politici ed economici che determinano le situazioni di semi-schiavitù e le condizioni inumane cui sono sottoposti i cittadini africani impiegati nel settore agricolo nel sud Italia e in altre parti d’Europa.
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In allegato, il report completo della missione (in italiano)