Le sedi Arci
Iscriviti ad Arci Report. Lo riceverai ogni settimana via mail
Vai
[... e commenti.] per inviare le tue opinioni e segnalare eventi ed iniziative.
Vai
Rete Arci
UCCA
ARCI cultura e sviluppo

Diritto d'asilo negato - il caso della Grecia (DUPLICATO) (DUPLICATO)

Report visita a Patrasso (Grecia)

Lo scorso 17 ottobre ha avuto inizio il primo festival antirazzista di Patrasso, organizzato dal Movimento per il sostegno dei rifugiati e richiedenti asilo della città (si tratta di un gruppo di associazioni di sinistra e di singoli individui che si sono auto organizzati circa un anno fa) e dalla DIKTIO una rete di associazioni greche, con sede ad Atene, che si occupa della tutela del diritto d’asilo.

Il festival nasce dall’emergenza in cui versa la comunità di profughi afgani presenti a Patrasso e, soprattutto, per contrastare l’ultima proposta avanzata dal Comune: lo smantellamento dell’insediamento spontaneo dei richiedenti asilo afgani (una baraccopoli) e il trasferimento coatto di tutti loro in un nuovo grande campo di detenzione per oltre 1000 persone lontano dalla città.

Negli ultimi mesi si sono intensificate le manifestazioni di intolleranza da parte della popolazione locale: le famiglie che vivono vicino al campo non vogliono che il Comune dia acqua e luce agli afgani perché hanno paura di una loro stabilizzazione.

Attraverso il festival antirazzista, il Movimento per il… ha chiesto:

- che il campo profughi rimanga dove sta e che venga assicurata loro la presenza di servizi igienici, l’acqua potabile e la luce. Fino ad oggi, infatti, solo il Movimento… ha cercato di provvedere a coprire le diverse emergenze: distribuzione di pasti, assistenza sanitaria, lezioni di lingua greca e supporto legale;

- che la Grecia accolga le richieste d’asilo di questi ragazzi.

Descrizione comunità afgana a Patrasso

L’emergenza profughi afgani a Patrasso in realtà non ha carattere emergenziale: da oltre 15 anni nella città arrivano profughi kurdi, afgani e irakeni alla ricerca di una via per raggiungere l’Europa.

Perché per questi ragazzi la Grecia non è Europa: descrivono la frontiera greca come l’ultimo grande, e spesso insormontabile, scoglio. La Grecia non è Europa perché, sebbene sia firmataria della Convenzione di Ginevra del 1951 e sebbene sia uno stato membro dell’UE, non riconosce il diritto d’asilo di queste persone. Secondo le stime ufficiali, lo scorso anno, la percentuale di persone che hanno ottenuto un tipo di protezione internazionale in Grecia è pari allo 0,04%.

La numerosa presenza di minori afgani è sotto gli occhi di tutti. In particolare, ogni giorno, gli afgani raggiungono la strada che costeggia il porto e aspettano. Aspettano che arrivino i tir che si devono imbarcare nei traghetti e cercano di salirvi mentre stanno entrando nel porto (allego . Spesso i conducenti si accorgono di loro e scendono per picchiarli. Tutto avviene alla luce del sole. Aspettano che la polizia, per lo più in borghese, si distragga in modo da poter scavalcare la recinzione del porto e andarsi a nascondere sotto ai tir fermi nel porto.

La rotta migratoria, per il 90% dei ragazzi afgani, è quella che va dall’Afganistan all’Iran, dall’Iran alla Turchia (per lo più a piedi) per poi raggiungere il distretto di Istanbul e tentare con imbarcazioni di fortuna (gommoni) di arrivare in Grecia.

Caratteristiche sociografiche della comunità afgana a Patrasso:

Provenienza: Afghanistan

Gruppo di appartenenza: Pashstun e Hazara (fino lo scorso anno la maggioranza era Hazara, da quest’anno la maggioranza è Pashstun)

Sesso: 100% maschile

Età media: 16 anni (nel campo ci sono sicuramente anche un bambino di 4 anni e uno di 7)

L’unica occupazione è organizzare l’arrivo e le partenze di altri afgani. Non si tratta di trafficanti ma dell’unica chance di guadagnarsi qualcosa. Nessuno altro darebbe loro lavoro; nel resto del Paese l’occupazione principale, naturalmente lavoro nero, è la raccolta di arance.

Nodi problematici:

- La situazione dei profughi afgani presenta delle peculiarità che rendono ancora più delicato qualsiasi tipo di intervento anche da parte delle associazioni di tutela.

La maggior parte degli afgani presenti a Patrasso non chiede asilo. Queste le principali ragioni:

1. Gli afgani vengono in Europa per chiedere una protezione ma non vogliono non poter rientrare in Afghanistan. Non vogliono dover rinunciare alla possibilità di rientrare, anche a rischio della propria vita, nel Paese che hanno lasciato: vogliono poter andare a trovare i famigliari lasciati lì.

2. La Grecia non vuole che questi ragazzi si stabilizzino nel proprio Paese e, per questo, non accoglie il loro diritto di protezione internazionale. Questa politica fa sì che le persone vivano senza documenti e senza alcun tipo di accoglienza per le strade delle città, in accampamenti di fortuna.

- L’Italia e la Grecia, nel 1999, hanno firmato un accordo di riammissione delle persone che tentano di attraversare le loro frontiere illegalmente. Le attuali riammissioni informali avvengono in base a questo accordo e in violazione di:

1. Art. 33 della Convenzione di Ginevra e art. 3 CEDU (principio di non respingimento delle persone che chiedono protezione internazionale)

2. Art. 19 dgl 286/1998 (divieto di espulsione di un minore se non per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato)

3. Raccomandazione dell’UNHCR del 15 aprile 2008, attraverso il quale viene espressamente chiesto ai Paesi europei, firmatari del Regolamento Dublino II, di non rinviare in Grecia i richiedenti asilo, in applicazione dell’art. 3 del Regolamento che permette agli Stati di esaminare una richiesta d’asilo anche se non sarebbe di propria competenza.

- Nei porti di Brindisi, Ancona e Venezia arrivano quotidianamente minori richiedenti asilo afgani che non riescono ad entrare in contatto con gli enti di tutela presenti.

Il festival:

17 ottobre

Conferenza sulla situazione del campo profughi a Patrasso e la questione delle frontiere.

Interventi:

- Rappresentante comunità afgana;

- Movimento per il…

- DIKTIO

- ARCI (si allega intervento in inglese)

La sera un corteo spontaneo della comunità afgana ha attraversato le strade dalle città dal campo profughi alla piazza del festival: centinaia di minori afgani hanno denunciato con la loro presenza le pessime condizioni nelle quali sono costretti a vivere. Urlavano: “Non abbiamo chiesto di venire e non chiediamo di restare”.

18 ottobre

Conferenza sulla presenza di comunità immigrate a Patrasso e sulla necessità di organizzare occasioni di incontro con la popolazione autoctona.

Interventi:

- Movimento per…

- DIKTIO (insegnante di lingua per gli stranieri)

- Esponente comunità sudanese

La sera la comunità nigeriana e quella afgana hanno cucinato cibo tradizionale e lo hanno distribuito alle persone che passavano per la piazza.

Testimonianze raccolte:

A. (15 anni)

A. viene da Ghazni, ha 15 anni ma quando gli hanno preso le impronte hanno scritto 16. È arrivato in Grecia 2 mesi fa e ha già tentato 4 volte di raggiungere l’Italia: non è mai riuscito a lasciare il porto di Patrasso, la polizia greca lo ha sempre trovato. Ogni volta che lo hanno trovato nascosto in un tir che si stava per imbarcare è stato picchiato violentemente e in due occasioni è stato portato per alcuni giorni in prigione. A. dice che però non si è scoraggiato e tenterà sicuramente ancora di raggiungere l’Italia.

J. (15 anni)

J. ha 15 anni e si trova in Grecia da circa un anno. Ha tentato molte volte di raggiungere l’Italia e ci è riuscito per ben 2 volte. La prima volta è arrivato, nascosto sotto un tir, nel porto di Ancona:la polizia di frontiera italiana non lo ha nemmeno fatto scendere e lo ha immediatamente rimpatriato in Grecia. Una volta rientrato in Grecia è stato portato per alcuni giorni in prigione. La seconda volta è arrivato al porto di Venezia dove esattamente con ad Ancona la polizia italiana non lo ha neanche fatto scendere. J. ha sempre dichiarato la sua età e la volontà di richiedere asilo.

J. ha un fratello maggiore che vive a Roma e al quale è stata riconosciuta la protezione sussidiaria.

Attraverso i lavoro di sinergia della Diktio e del Numero Verde dell’ARCI, J. ha chiesto asilo in Grecia ma l’Unità Dublino italiana si è subito dichiarata competente ad esaminare la sua richiesta in quanto in fratello maggiore si trova in Italia. Dai primi di settembre J. sta aspettando che l’Unità Dublino greca organizzi il suo trasferimento previsto per fine novembre.

Y. (18 anni)

Ha tentato 3 volte di raggiungere l’Italia ma è stato sempre trovato dalla polizia greca: una di queste volte è stato picchiato al punto da non poter far nulla per un mese.

Y. ha un enorme paura di essere rimpatriato in Afganistan, Paese dal quale è scappato perché la sua famiglia era vittima di una persecuzione, e chiede cosa dovrà fare quando finirà i soldi che è riuscito a mettere da parte: dovrà delinquere? Per questo è costretto a continuare a tentare di lasciare la Grecia pur a rischio della propria vita.

H. (16 anni)

Racconta la sua esperienza al porto di Venezia: lo hanno lasciato chiuso nel traghetto per 3 giorni e poi lo hanno rimandato in Grecia.

Y. (24 anni)

Due settimane fa è arrivato al porto di Brindisi nascosto in un tir imbarcato su traghetto di una compagnia greca. È stato trovato dalla polizia di frontiera italiana ed è stato portato all’Ufficio Immigrazione. Qui gli sono state prese le impronte e gli è stato detto che, visto che aveva detto di voler chiedere asilo, sarebbe stato trasferito in un campo. Dopo 12 ore è montato su una macchina della polizia ma invece che portarlo in un CPT è stato imbarcato nuovamente per la Grecia.

M. (+ di 20 anni)

M. è un afgano hazara che si trova in Grecia da oltre 7 anni. Vive e lavora ad Atene. È uno dei pochi afgani che hanno tentato di chiedere asilo in Grecia: ha ricevuto tre risposte negative verso le quali ha sempre fatto ricorso. Adesso è in attesa di una nuova riposta.

In allegato:

*relazione Festival

*intervento dell'Arci in occasione del Festival (in inglese)

*posizione dell'UNHCR sui rinvii in Grecia

*decisione unità Dublino Norvegia

*sentenza TAR Puglia

*un aggiornamento al 20/11/2008 sulla situazione a Patrasso a cura dell'associazione Diktio

 

 

20/11/2008

Materiale disponibile