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COMUNICATO STAMPA

 

COMUNICATO STAMPA

Anche il Consiglio d’Europa chiede all’Italia

di fermare i respingimenti verso la Libia

Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci

Anche il Consiglio d’Europa ha chiesto oggi all’Italia, attraverso le parole del Commissario per i diritti umani, di fermare in respingimenti in mare verso la Libia, per dar modo, a chi ne ha diritto, di accedere alle procedure per il diritto d’asilo.

Thomas Hammarberg ha quindi unito la sua voce a quanti - organismi internazionali, organizzazioni di protezione umanitaria, associazioni laiche e religiose che lavorano per i diritti dei migranti - hanno immediatamente denunciato l’illegalità e la crudeltà della prassi adottata dal nostro governo, che consegna a un futuro di morte, di violenza e di detenzione illimitata uomini, donne e bambini, molti dei quali bisognosi di protezione umanitaria.

E’ noto, infatti, che le violazioni dei diritti umani in Libia sono all’ordine del giorno come è emerso dalle denunce e dalle testimonianze dei migranti transitati in quel paese.

Va smascherata l’ipocrisia del ministro Maroni che assicura che sul territorio libico – paese che non ha firmato la convenzione di Ginevra per i rifugiati - verranno svolti gli accertamenti necessari per concedere a chi lo richiede il diritto d’asilo. La verità è che per chi viene rispedito in Libia non è scontato nemmeno riuscire a sopravvivere.

Il governo deve fermare subito questa barbarie. Non è davvero più tollerabile per chiunque, come noi, crede nel valore universale dei diritti e nella dignità di ogni essere umano.

Roma, 11 maggio 2009

 

 

14.05.2009

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