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Il 18 novembre in tutta Italia Giornata di mobilitazione per i diritti dei migranti

Le ingiustizie prodotte dall'incapacità del Governo di gestire le questioni legate all'immigrazione si stanno acuendo fino a produrre una vera e propria emergenza. Quanto accaduto in questi giorni a Brescia e Milano testimonia come l’ingiustizia di cui i cittadini stranieri sono vittime stia producendo disperazione ed esclusione.

Per questo motivo l’Arci assieme alla Cgil e a tante altre associazioni della galassia antirazzista promuove per giovedì 18 novembre una giornata di mobilitazione nazionale per i diritti dei migranti che vedrà decine di iniziative in tutta Italia per chiedere al governo e alle istituzioni competenti di intervenire sulla situazione di emergenza in cui si trovano migliaia di migranti che vivono e lavorano nel nostro paese. Le città coinvolte saranno tante e il programma sarà ricco e articolato: dai presidi davanti alle Prefetture in oltre 20 città (tra le quali Roma, Milano, Palermo, Genova, Bologna….) alle tavole rotonde, dalle assemblee pubbliche alle iniziative di volantinaggio e sensibilizzazione, saranno centinaia gli operatori, gli esponenti di associazioni, i cittadini che si attiveranno per dare visibilità a quella parte del paese che rifiuta lo scontro di civiltà e che chiede un futuro dignitoso per tutte e tutti.

Inoltre, l’Arci assieme alle altre organizzazioni promotrici della mobilitazione (Acli, Antigone, Asgi, Cgil, Cir, Cnca, Emmaus Italia, Fcei, Libera, Terra del Fuoco, Progetto Diritti onlus, Sei-Ugl) ha inviato una lettera al Ministro dell’Interno Roberto Maroni e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi per chiedere un incontro urgente con l’obiettivo di aprire un tavolo di trattativa che individui soluzioni serie per i cittadini stranieri, in particolare per quelli rimasti vittime delle truffe dilagate a seguito della sanatoria e della circolare Manganelli.

Nella lettera le associazioni individuano tra le priorità più urgenti la creazione di un percorso di emersione strutturale che offra a centinaia di migliaia di migranti la possibilità di uscire dalla schiavitù e dallo sfruttamento, una proroga del permesso di soggiorno per chi oggi ha perso il lavoro e fatica a reperirne uno nuovo, senza che incomba la minaccia di espulsione, un intervento sulla situazione di estrema difficoltà economica in cui versano gli sportelli unici per l'immigrazione, costretti a licenziare 1300 operatori che rappresentano oltre il 50% del totale degli addetti.

E’ arrivato il momento che la politica si assuma l’impegno di garantire giustizia a chi viene sfruttato sul lavoro e a tutti quei migranti rimasti fuori dalla regolarizzazione della Sanatoria-truffa, dando un forte segnale contro le nuove forme di schiavitù e contro ogni forma di discriminazione.

In allegato l’elenco completo delle iniziative promosse.

 

17.11.2010

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