Le sedi Arci
Iscriviti ad Arci Report. Lo riceverai ogni settimana via mail
Vai
[... e commenti.] per inviare le tue opinioni e segnalare eventi ed iniziative.
Vai
Rete Arci
UCCA
ARCI cultura e sviluppo

A Malta e a Lampedusa le rivolte della disperazione

Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci

La rivolta esplosa il 18 febbraio nel sovraffollato centro d’identificazione ed espulsione di Lampedusa non é imputabile solo alle condizioni inaccettabili nelle quali sono detenuti i migranti, ma rientra nel quadro di strumentalizzazione dell’immigrazione che il Governo sta portando avanti da mesi per giustificare i provvedimenti sulla sicurezza.

Mantenere il centro di Lampedusa in condizioni invivibili di sovraffollamento, minare la dignità dei migranti e richiedenti asilo trattenuti violando i diritti umani, rimpatriare con la forza uomini e donne perseguitati nei loro Paesi di provenienza vuol dire alimentare la disperazione e l’angoscia, nonché i tentativi di suicidio.

Allo stesso tempo si tenta di alimentare il malcontento della popolazione locale che fortunatamente ad oggi ha saputo resistere a questa provocazione.

A Lampedusa, così come nel centro di detenzione di Malta dove la rivolta è scoppiata il 19 febbraio, i maltrattamenti dei migranti sono la norma.

Queste manifestazioni di disperazione sono anche il frutto della complicità dei Paesi d’origine e di transito dei migranti che, in nome della «co-gestione» dei flussi migratori, contrattano la loro collaborazione alla politica irresponsabile di protezione delle frontiere dell’Unione Europea (UE).

Dopo il Marocco o il Senegal, oggi é il caso della Tunisia che, a fine gennaio, ha firmato un accordo con l’Italia accettando il rimpatrio, fino alla fine di marzo, di 500 tunisini tra quelli detenuti a Lampedusa.

È anche il caso della Libia, che si é appena vista offrire 20 milioni di euro dall’Unione Europea affiche ‘aiuti’ nella lotta contro i migranti provenienti dall’Africa sub sahariana.

Gli eventi di Malta e Lampedusa sono il risultato dell’ipocrisia dell’UE, che assiste senza indispettirsi alle illegalità manifeste, note e ricorrenti, che sono commesse sul suo territorio.

Al fine di documentare e denunciare queste sistematiche e gravissime violazioni è attualmente in corso, presso il Cie di Lampedusa, una visita della delegazione del Réseau Euro-Méditerranéen des droits de l'Homme (REMDH), al fianco della quale saranno presenti esponenti della rete di associazioni europee Migreurop e dirigenti dell’Arci Sicilia.

Roma, 25 febbraio 2009

In allegato il comunicato stampa del REMDH

 

 

25.02.2009

Materiale disponibile