I migranti e le migranti vengono identificati spesso come capri espiatori della crisi. In pochi arrivano a sostenere che essi sono la causa della crisi stessa, molti, però, ritengono che i migranti siano un ostacolo per la sua risoluzione. Se è vero che la crisi interessa tutti, è indubbio che presenti delle aggravanti nel caso dei migranti, che spesso non possono contare su reti sociali che ne ammortizzino gli effetti.
Gli avvenimenti di Rosarno in Italia, le difficoltà di iscrizione anagrafica in alcuni comuni andalusi, la rinascita del discorso “prima agli spagnoli” ci mettono in guardia su come la crisi e le mancate o insufficienti risposte da parte delle amministrazioni pubbliche possano fungere da brodo di coltura per una recrudescenza del razzismo e della xenofobia.
Sono questi temi – di cruciale importanza per il futuro, per il nostro futuro – che si sono trattati e discussi nel corso della VII edizione delle Giornate sull’Immigrazione, promosse dall’Asociación Pro-Derechos Humanos de Andalucía (APDHA) e dal Comune di Conil de la Frontera.
L’ARCI ha partecipato al dibattito, dal titolo “Crisis, inmigración, racismo y procesos de exclusión”, intervenendo sul tema “Razzismo e politiche migratorie in Italia”.
In allegato, il programma delle Giornate, l'intervento e il report a cura di Angelo Ferrillo (Arci Caserta).