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ALL HUMAN RIGHTS FOR ALL Sguardi del cinema italiano sui diritti umani

I DIRITTI UMANI NON SONO UN PRANZO DI GALA

ALL HUMAN RIGHTS FOR ALL era il titolo che, nel 1998, le Nazioni Unite diedero alla campagna per la celebrazione del cinquantenario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Producemmo allora un film collettivo, Intolerance, che vide impegnata buona parte dei cineasti italiani.

ALL HUMAN RIGHTS FOR ALL Sguardi del cinema italiano sui diritti umani è ora il titolo di un film di trenta cortometraggi, quanti gli articoli della Dichiarazione, ancora una volta realizzato gratuitamente da autori e maestranze del cinema italiano, quale contributo alla campagna italiana “Human Rights Day” coordinata dall’Associazione Culturale Rinascimento.

Perché riprendere uno slogan vecchio di dieci anni come titolo di questo nuovo film? Per denunciare che, in questo lasso di tempo, i princìpi affermati sessant’anni fa sono tuttora inevasi? Che nulla si è mosso? Che una piena attuazione dei diritti per tutte le popolazioni del pianeta è destinata a rimanere un’utopia? Gli autori dei trenta cortometraggi si sono scelti un articolo come domanda alla quale tentar di dare una risposta, e i loro tentativi di soluzione ci sollecitano altre domande. Che è uno dei compiti del cinema.

Consideriamo la realtà del nostro Paese, e chiediamoci se essa non ci proponga ogni giorno discriminazioni per ragioni di razza]], di [colore]], di [[sesso]], di [[lingue]], di [[religione]], di [[opinione politica]] o [[di altro genere]]; se non vi siano in essa persone tenute in stato di [[schiavitù]] o di [[servitù]; se in essa sia riconosciuto o meno il reato di [[tortura (come la risoluzione richiede)… E fermiamoci qui, alle poche righe dei primi cinque articoli. Senza anticipare risposte che la realtà stessa del nostro Paese rende sciaguratamente ovvie.

Il nostro Paese, si sa, attraversa una crisi profonda. Ma la globalità della crisi si è ora rivelata con un’evidenza imprevedibile proprio dove meno ce lo si sarebbe aspettato: nel cuore stesso del sistema capitalistico mondiale. “Crisi di sistema”, si sente dire. Un sistema fondato sulla difesa ad oltranza dei privilegi di pochi, sull’esasperazione degli egoismi, sulla paura (ormai panico) del diverso. Che scava ulteriormente il fossato tra quella gran parte di umanità in pericolo di vita per fame, sete, malattia, quell’altra parte di umanità che sopravvive a rischio di recessione e disoccupazione, e quell’infima parte di umanità impegnata ad armarsi contro deboli e migranti, erigendo muri sempre più alti di intolleranza.

Tolleranza zero. Uno slogan globale che è un programma, da perseguire con intransigente ferocia. Sempre con lo stesso obiettivo: il debole che è facile colpire, che non ha altra difesa se non il richiamo ad una Dichiarazione Universale dei Diritti Umani spesso nemmeno conosciuti, quindi destinati a restare lettera morta.

[[A)Le persone più adorabili sono quelle che non sanno di avere dei diritti.

B)Sono adorabili anche quelle persone che, pur sapendo di avere dei diritti, non li pretendono o addirittura ci rinunciano.

C)Ci sono abbastanza simpatiche anche quelle persone che lottano per i diritti degli altri (soprattutto per coloro che non sanno di averli).

D)Ci sono, nella nostra società, degli sfruttati e degli sfruttatori. Ebbene, tanto peggio per gli sfruttatori. (…)]]

È parte dell’intervento che Pier Paolo Pasolini avrebbe dovuto pronunciare al Congresso del Partito Radicale nel novembre 1975, ma che venne letto ad una platea sconvolta da Vincenzo Cerami: Pasolini era stato ucciso due giorni prima. Era il poeta che voleva restituire il passaporto rinunciando alla cittadinanza italiana, che considerava l’Africa “unica alternativa”: vittima di un assassinio comunque politico, quali che fossero le circostanze in cui venne commesso. Era il cineasta che aveva rivolto un appello in forma di documentario all’UNESCO, affinché Sana’a venisse salvata: e venne infatti dichiarata Patrimonio dell’Umanità. Era il pensatore luterano]] e [[corsaro che suscitava scandalo ovunque, per il solo fatto di esprimere le proprie idee al di fuori di qualsiasi modo di chiacchiera da artista o di consumo culturale: tanto erano radicalmente scomode e preveggenti.

“(…) Ci sono degli intellettuali, gli intellettuali impegnati, che considerano dovere proprio e altrui far sapere alle persone adorabili, che non lo sanno, che hanno dei diritti; incitare le persone adorabili, che sanno di avere dei diritti ma ci rinunciano, a non rinunciare; spingere tutti a sentire lo storico impulso a lottare per i diritti degli altri; a considerare, infine, incontrovertibile e fuori da ogni discussione il fatto che, tra gli sfruttati e gli sfruttatori, i più infelici sono gli sfruttati. (…) E dato che non si tratta solo di suscitare (negli adorabili ignari) la coscienza dei propri diritti, ma anche la volontà di ottenerli, la propaganda non può non essere soprattutto pragmatica. (…)”

Questa è l’idea che ci ha guidato nella realizzazione del film: richiamare alla memoria i princìpi, “illustrarli” con i mezzi dell’espressione cinematografica, “propagandarli”. Colpire con le armi della comunicazione chi i diritti non li rispetta, incoraggiando la denuncia delle violazioni e contribuendo a restituire il loro ruolo alle organizzazioni internazionali – l’ONU in primo luogo – che l’arroganza di pochi ha cercato di rendere inoffensive . Perché altro non c’è da fare…

“(…) che continuare semplicemente ad essere]] noi [[stessi: il che significa essere continuamente irriconoscibili. Dimenticare subito i grandi successi: e continuare imperterriti, ostinati, eternamente contrari, a pretendere, a volere, a identificarsi col diverso; a scandalizzare; a bestemmiare.”

Ecco: con questo film, con la campagna in cui si inserisce, abbiamo voluto dimostrare che noi, quelli del cinema e dello spettacolo, siamo, e saremo, eternamente contrari.

Roberto Torelli

Il film è distribuito da UCCA (Unione dei Circoli Cinematografici Arci), ed è possibile richiederlo chiamando i numeri 06 41609225/220 o scrivendo a ucca@arci.it.

 

10.11.2008

Materiale disponibile