Già con la scelta della data si rompe una tradizione: le Marce si sono sempre tenute in autunno. Si vuole, in questo modo, favorire
il coinvolgimento delle scuole: non sono pochi gli istituti che, anche in collaborazione con l'associazionismo locale, arriveranno a Perugia dopo un lavoro didattico che occuperà tutto l'anno scolastico. Altri possono essere coinvolti strada facendo a partire da ora, così come le organizzazioni studentesche e gli insegnanti. I giovani, i più esposti alle culture negative di questa nostra epoca, sono le gambe su cui può camminare un paese e un mondo migliore.
Ma di novità ce ne sono anche altre, perché la mobilitazione sia più incisiva nella società e nella politica. Il momento è difficile
nel nostro paese, e le tante energie ogni volta a disposizione della Marcia Perugia-Assisi meritano di trovare un progetto all'altezza.
Non basta dimostrare ogni due anni che l'Italia è piena di gente che ha a cuore le sorti del pianeta: il direttivo della Tavola ha deciso di costruire un evento popolare, partecipativo, capace di mettere i piedi nel piatto della crisi politica, sociale ed etica che stiamo vivendo.
La Marcia si propone dunque di non essere solo un appuntamento dei pacifisti, ma di tutti coloro che si oppongono alla cultura della paura, della violenza, della esclusione, dell'individualismo. La cultura politica che nel nostro paese semina razzismo, volgarità, ignoranza, egoismo e aggressività può trovare un argine nell'unità di coloro che hanno un'altra cultura e che la offrono come alternativa credibile e praticabile alle persone e alle comunità.
Il percorso lungo sei mesi che ci riporterà sulla strada da Perugia ad Assisi non si rivolge solo agli attivisti che in forme diverse
sono impegnati per una società diversa, ma prova a coinvolgere da protagonisti diretti alcuni fondamentali settori della società, innanzitutto gli immigrati.
Le prime vittime e il capro espiatorio della cultura della paura e
dell'insicurezza, sono una risorsa necessaria per costruire una società nuova e più ricca di identità comunitarie, e così come ha già dimostrato la manifestazione unitaria antirazzista di ottobre, esprimono un potenziale di partecipazione politica che va sostenuto e favorito.
La Marcia non sarà più preceduta dall'Assemblea dell'Onu dei Popoli,
ma da un grande Forum per la pace. L'obiettivo è ospitare a Perugia alcune migliaia di persone. Le organizzazioni della Tavola, a seconda delle loro vocazioni e competenze, organizzeranno Forum tematici per un confronto di alto livello, sui temi centrali che saranno comunemente individuati, dai migranti alla legalità, dai
diversi conflitti internazionali all'ambiente.
Sta partendo un appello perché in tutte le città si uniscano le forze e si costruiscano Comitati promotori unitari. In alcune città esistono già Tavole della Pace locali o regionali. Ma solo in alcune. E anche laddove esistono, la proposta è un obiettivo più ambizioso: costruire comitati capaci di coinvolgere tutti coloro che propongono ‘un'altra cultura', le organizzazioni e anche le esperienze minute e diffuse che praticano cultura dell'inclusione, dei diritti, della democrazia, della pace, della convivenza fra gli umani e con il pianeta. Un programma di lavoro ambizioso, a cui in
diverse città l'Arci già sta dando il suo contributo. C'è spazio per tutti, e soprattutto per noi, per circoli e comitati locali. Di tempo ne abbiamo, e il momento è giusto per proporre alla politica tutta, non solo quella internazionale, un progetto nonviolento.
Info: bolini@arci.it