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09.12.2008 - Un attacco sconcertante del quotidiano Libero contro un’iniziativa dell’Arci che informa i cittadini stranieri dei loro diritti

Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci
L'edizione di oggi del quotidiano Libero dedica il titolo di prima e ben due pagine interne per denigrare un'iniziativa promossa dall'Arci allo scopo di fornire informazioni sui loro diritti agli stranieri sottoposti a controlli o fermi di polizia, ad atti di violenza, discriminazione, o soprusi da parte di altri cittadini.
Queste informazioni sono contenute in un vademecum – che verrà presentato stasera dall'Arci di Milano – tradotto in varie lingue (a differenza di quanto riporta maliziosamente uno degli articoli) e realizzato con il supporto di un pool di legali. Il tono discorsivo del testo, scelto per facilitarne la lettura, non può autorizzare nessuno a sottacere che i "consigli" forniti non sono altro che la riproposizione di quanto previsto dal nostro sistema legislativo.
Lo scopo non è dunque quello di insegnare a "farla franca" , come titola la seconda pagina del quotidiano, ma di aiutare persone che non conoscono i diritti previsti dalla legge a prenderne consapevolezza e a pretendere che vengano applicati. Il che vale non solo per gli stranieri, ma anche per i nostri concittadini.
E' davvero sconcertante che un'azione di civiltà come questa venga bollata (con un'aggressività verbale degna di ben altra causa) come un'operazione che inciterebbe all'odio verso le forze dell'ordine e ad aggirare la legge.
In tanti altri paesi europei, vademecum di questo genere, prodotti da organizzazioni sociali indipendenti, sono diffusi da tempo e nessuno se ne è mai scandalizzato, anzi.
D'altra parte, la nostra fiducia nelle regole e nella Carta che sta alla base della nostra democrazia è dimostrata dalla campagna che abbiamo promosso di diffusione della Costituzione, anche questa tradotta in 11 lingue e distribuita già in centinaia di migliaia di copie in tutta Italia.
Rispetto al sarcasmo con cui viene liquidata la nostra denuncia che la clandestinità è un prodotto della Bossi-Fini, ci limitiamo a riportare un passaggio dell'ultimo rapporto della Corte dei Conti che dice testualmente "la lungaggine e la complessità delle procedure accresce, anziché reprimere, il fenomeno della clandestinità, arrecando gravi danni al sistema economico perché favorisce il lavoro sommerso, l'evasione contributiva e quella fiscale".
L'Arci lavora da tempo per l'inserimento, l'integrazione e i diritti dei migranti, facendo spesso dei suoi circoli luoghi in cui italiani e stranieri hanno la possibilità di conoscersi e di socializzare. Ci sembra questo il modo migliore per contrastare quel clima di intolleranza e di razzismo che nel paese va sempre più diffondendosi, come hanno denunciato anche il Presidente della Repubblica e quello della Camera. Svolge cioè un ruolo utile per la civile convivenza, riconosciuto persino dal ministero degli Interni col quale abbiamo stipulato, come altre associazioni, un accordo per facilitare l'accesso al decreto flussi e le procedure per i ricongiungimenti familiari, attività che svolgiamo del tutto gratuitamente.
Domani ricorre il sessantesimo della Dichiarazione universale dei diritti umani. Istituzioni italiane e internazionali, a cominciare dall'Onu, sindacati, associazioni di tutto il mondo hanno ritenuto valesse la pena di celebrare con una solennità particolare questa ricorrenza in un momento in cui diritti fondamentali in tante parti del nostro pianeta sono violati, anche in Europa e in Italia.
Al direttore di Libero ne invieremo in omaggio una copia, insieme alla nostra Costituzione. Sappiamo che è persona di grande cultura, ma forse una ripassata non guasta mai.
Roma, 9 dicembre 2008