Buone notizie dal Forum sociale europeo
Numero 17 del 09 Maggio 2006
Dobbiamo ringraziare il Comitato greco, per il Forum sociale europeo di Atene.
A un movimento giovane, in un paese debole con una sinistra divisa è toccato il compito di rilanciare il processo di convergenza dell'Europa sociale. Pochi credevano che sarebbero riusciti a costruire un Forum all'altezza - nei contenuti e nell'ampiezza dello schieramento.
Dopo Londra, che aveva mostrato tutti i rischi di ghettizzazione, c'era il pericolo di perdere la sede di costruzione dell'altra Europa. Sarebbe stato un problema per noi europei e una tragedia per i movimenti del Sud del mondo, che hanno bisogno come il pane di una sponda politica. E invece, come spesso accade, un luogo difficile è riuscito a produrre l'energia, la creatività e la responsabilità necessaria a rimettere il processo sul binario giusto.
C'era la Confederazione europea dei Sindacati, e tante categorie impegnate nelle vertenze per i servizi pubblici, contro le privatizzazioni. C'erano ottanta rappresentanti della Caritas internazionale che gestiscono la rete contro la povertà insieme ai No-Vox - esperienza radicale di coordinamento dei senza tetto e degli esclusi.
Il Network per i diritti dei migranti, in cui l'Arci ha impegnato grandi energie, ha finalmente imposto la priorità immigrazione, promuovendo per il 7 ottobre la prima giornata europea di mobilitazione. La rete per la Carta dei Principi dell'altra Europa ha consentito un dibattito approfondito sull'Europa e sui temi controversi: la guerra, il terrorismo, il progetto sociale ed economico.
Per la prima volta, c'erano davvero i movimenti dell'Est con il loro punto di vista e le loro difficoltà - di cui bisogna farsi carico, perché non ci sarà Europa sociale con un Est devastato.
Ci sono stati momenti difficili nel grandissimo corteo, con centinaia di ‘anarchici’ che hanno usato la marcia come scudo umano per le loro scorribande, ma non c'è stata nessuna contiguità con i violenti neppure nelle aree più radicali del Forum.
Si può andare avanti. Prepariamo il Forum di Nairobi. Ricostruiamo il fronte ampio dei movimenti sociali italiani. Chiamiamo alle proprie responsabilità chi in Italia pensa si possa fare a meno di alleanze sociali per cambiare l'Europa.