È morto Tullio De Mauro, il più grande linguista italiano

12/01/2017

 

 

di Federico Amico, coordinatore nazionale Arci Diritti e Buone pratiche culturali

 

demauro.jpg«La democrazia vive se c’è un buon livello di cultura diffusa. [...] se questo non c’è, le istituzioni democratiche - pur sempre migliori dei totalitarismi e dei fascismi - sono forme vuote».

È con queste parole che Tullio De Mauro indicava la strada per una maturità democratica del nostro Paese. Ci ha lasciato il 5 gennaio a 84 anni.

Con parole mai scontate e nello stesso tempo assai poco elitariste è stato pensatore e linguista capace di promuovere un pensiero sempre attuale e profondo.

Il lavoro sulla lingua di De Mauro ha senza dubbio avuto anche il compito di riflettere costantemente sul rapporto concreto tra parole e cose, lingua e realtà, linguaggio e mondo. Tanto da prodursi nel più esaustivo dizionario d’uso della lingua italiana, che negli ultimi tempi è approdato sul sito di internazionale.it.

Come a dire che la crescita personale e di una società passano da una dimestichezza, anche elementare, con la lingua e il linguaggio, così che possa attraverso questo definirsi un’etica e una modalità di vivere compiuta, rispettosa nonché sana.

Oggi nel pieno dibattito sulla post-verità e sulla manipolazione delle parole, perdere figure come De Mauro è più che mai pericoloso. Rigore, studio, esercizio del pensiero critico, attenzione al popolare, senza scadere nella semplificazione triviale, sono state alcune delle caratteristiche di De Mauro, così difficili da riscontrare in una forma larga e diffusa, di cui invece, soprattutto oggi ci sarebbe bisogno.

Perdere un’autorità come De Mauro nel campo della lingua e della cultura italiana significa privarsi di un contributo importante per una società democratica. Qui dove lo scambio di idee è vitale, le ragioni che stanno alla loro base non potranno dunque essere accessorie: dovranno essere parte integrante di una collettività politica; lo strumento e il fine di una comunità che vede nel linguaggio la principale modalità con cui ogni cittadino comunica e si esprime.

Il pensiero e gli scritti di De Mauro, non solo hanno rappresentato un importante contributo alla cultura italiana, ma si inserivano in un dibattito di più ampia gittata che continua oggi a interrogare molti.

Tra questi, anche per comprendere più a fondo, quelli che sono i portati di uno studio e una pratica democratica della lingua, vale la pensa segnalare un testo di David Foster Wallace, Autorità e uso della lingua che può essere letto nell’antologia Considera l’aragosta (Einaudi) e che sottolinea, proprio come l’impegno che De Mauro ha profuso per tutta la propria vita, quanto l’utilizzo del linguaggio e i suoi dizionari siano i mattoni fondamentali su cui costruire una condotta democratica e plurale.

In questo senso anche il suo apporto come Ministro dell’Istruzione degli anni passati ha sempre cercato di mettere al centro l’attenzione sulle trasformazioni positive che l’istituzione scolastica dovrebbe promuovere, non chiudendosi nell’orizzonte semplicemente gestionale, ma aprendosi quanto più possibile alla società perché è da lì che possono emergere le migliori prospettive.

Così lo scorso 5 settembre, a commento della riforma scolastica odierna diceva sul Corriere della Sera: «Sarebbe, anzi è assolutamente necessario che l’Italia attivi, […], un sistema organico di educazione degli adulti che svolga le sue attività negli istituti scolastici, nei due terzi della giornata in cui sono un mausoleo vuoto e devono invece diventare, come è stato detto, ‘fabbriche della cultura’. Le condizioni della popolazione adulta italiana, in cui assai più di due terzi hanno difficoltà a leggere un qualunque testo scritto, non possono non riflettersi su ragazze e ragazzi e ostacolare gravemente il lavoro della scuola, oltre che pesare negativamente sull’intera vita sociale».

Un auspicio ancora oggi irrealizzato ma che l’Arci, per le sue pur limitate possibilità, vorrà cogliere come stimolo per il prossimo futuro.

 

ArciReport, 12 gennaio 2017



Tags :

Lascia un Commento



(Il tuo indirizzo email non sarà visualizzato pubblicamente.)



image image image image image image image image image image image
rss
rss
rss
rss
rss
rss