Diritti umani, le Nazioni Unite richiamano l’Italia

30/03/2017

 

 

 

di Corallina Lopez Curzi, Cild

 

cild-italia_logo1.pngDal 6 al 10 marzo il Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite ha valutato - nel contesto della sua 119esima sessione - la situazione relativa all’implementazione dei più fondamentali diritti umani sanciti nel Patto internazionale sui diritti civili e politici in Italia.

In quell’occasione la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti Civili (CILD) ha presentato al Comitato tre rapporti ombra: uno generale su tutte le tematiche all’attenzione dell’organismo, uno più specifico sulle carceri e il sistema della giustizia (in collaborazione con Antigone e l’Organizzazione Mondiale contro la tortura) e un ultimo sulla privacy (in collaborazione con Transparency International). Nei nostri rapporti evidenziamo alcuni punti fondamentali e gravi criticità, che il Comitato ha poi ripreso nelle raccomandazioni all’Italia pubblicate qualche giorno fa.

Cosa preoccupa il Comitato

Andando per ordine: il Comitato solleva preoccupazioni sull’incompletezza della normativa anti-discriminazione - ricordiamo infatti che allo stato attuale manca una legge sull’omofobia, nonostante gli attacchi e l’hate speech verso la comunità LGBTI siano all’ordine del giorno - e sull’esigenza di portare quanto prima a compimento il percorso delle unioni civili regolamentando la stepchild adoption (e mettendo così effettivamente al centro i diritti dei bambini).

Critica è poi, secondo il Comitato, la situazione relativa a Rom, sinti e camminanti con la necessità di prendere provvedimenti concreti per garantire l’implementazione della strategia nazionale d’inclusione nonché la cessazione della pratica degli sgomberi forzati e della segregazione abitativa nei campi.

Inoltre, per quanto concerne la giustizia, il Comitato sottolinea fortemente la necessità di introdurre immediatamente il crimine di tortura nel nostro ordinamento - mettendo fine a un ritardo che va avanti, insopportabilmente, da decenni - e chiede anche l’obbligo di numeri identificative sulle divise degli agenti al fine di prevenire e eventualmente punire gli abusi. Grande attenzione anche alla tematica carcere, soprattutto per quello che concerne la questione sovraffollamento - e il tema della sovra-rappresentazione degli stranieri in carcere.

L’altra grande area di preoccupazione è quella della gestione dell’immigrazione. Il Comitato evidenzia come sia necessario procedere alla eliminazione del reato di clandestinità ma anche limitare l’uso della detenzione dei migranti - assicurandosi che sia effettivamente una misura utilizzata solo in extrema ratio - e astenersi dall’effettuare rimpatri collettivi in evidente violazione del diritto internazionale. Questo implica anche la necessità di rivedere gli accordi bilaterali in materia di immigrazione - partendo proprio dalla tanto contestata intesa con il Sudan, visto che il Comitato dedica specifica attenzione al caso del rimpatrio forzato dei 48 sudanesi da Ventimiglia (attualmente pendente di fronte alla CEDU). Attenzione anche alla tematica del sistema accoglienza, giudicato inadeguato e bisognoso di miglioramenti.

Raccomandazioni che servano a far capire all’Italia come la priorità sia il rispetto dei diritti umani. Un terreno sul quale il governo sta facendo passi indietro con i decreti immigrazione e sicurezza.

Info: www.cilditalia.org

 

ArciReport, 31 marzo 2017



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