Minori stranieri, approvata la legge che li tutela. “Una scelta di civiltà”

06/04/2017

 

 

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Dalle procedure per l’identificazione e l’accertamento dell’età agli standard dell’accoglienza, dalla promozione dell’affido familiare alla figura del tutore, dalle cure sanitarie all’accesso all’istruzione. Con 375 sì e 13 no l’aula della Camera ha approvato il ddl sulle disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati. Il provvedimento, in terza lettura a Montecitorio, non ha subito ulteriori modifiche e, dunque, è legge. Nel primo articolo si stabilisce che i minori stranieri non accompagnati sono titolari dei diritti in materia di protezione dei minori a parità di trattamento con i minori di cittadinanza italiana o dell’Unione europea. Sono norme che finalmente riconoscono il valore umano della dignità del bambino e, insieme, contengono doveri e regole per la legalità e la trasparenza. Solo l’anno scorso sono stati 25.846 i migranti adolescenti ‘senza famiglia’ giunti nel nostro paese. Sono bambini, ragazzi e ragazze che scappano da fame, guerra e violenze, oppure per cercare di avere un futuro migliore. Molti di loro scompaiono e finiscono nel girone terribile di sfruttamento, prostituzione, tratta, organizzazioni criminali. Un «passo in avanti importante l’approvazione di una legge organica sul sistema di protezione dei minori stranieri non accompagnati, come più volte chiesto dall’Autorità garante. Un segnale di avanzamento sul fronte dei diritti che adesso è necessario tradurre in termini concreti, verificando il funzionamento dei processi di accoglienza e integrazione». Questo il commento del Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, Filomena Albano.

«Perché ciò avvenga - continua - è necessario che la permanenza dei ragazzi nei centri di prima accoglienza rispetti i termini di legge, ora ridotti a trenta giorni: un eccessivo ritardo allontana e compromette l’inizio del percorso di integrazione. Ciò, anche alla luce del fatto che spesso i ragazzi soli che giungono nel nostro Paese sono vicini a raggiungere la maggiore età. Il fattore tempo è essenziale anche in ordine alla nomina del tutore: l’elevato numero di minori arrivati in Italia negli ultimi tempi e la necessità di rispondere alle loro esigenze rende indifferibile la nomina tempestiva di questa figura, ed è motivo di soddisfazione constatare che la legge ora attribuisce ai Garanti regionali e all’Autorità garante il compito di selezionare e formare i tutori volontari». 

 

ArciReport, 6 aprile 2017



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