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Diamo valore al nostro lavoro sull’accoglienza. Una sfida aperta per tutta l’Arci

13/04/2017

 

 

di Walter Massa, coordinamento e innovazione del sistema accoglienza

 

Carta-per-la-buona-accoglienza-delle-persone-migranti-679x350.jpgNel corso dell’ultima presidenza nazionale abbiamo presentato la prima bozza della Linee Guida nazionali sull’accoglienza a seguito di un percorso durato un anno, articolato in 8 incontri nazionali e macroregionali che ha visto la partecipazione di ben oltre 300 tra dirigenti di comitato, dirigenti nazionali e operatori dei nostri progetti. Un lavoro partecipato, ampio, diffuso, che ha rimesso al centro i motivi e le premesse del nostro impegno su questo terreno, con la volontà sempre più forte e condivisa di definire un vero e proprio sistema nazionale di accoglienza dell’Arci, efficace ed efficiente, rispettoso della storia, del presente e dei valori della nostra associazione. Una prima elaborazione comune che richiama tutte e tutti noi ad una maggiore condivisione delle pratiche, alla definizione di un ‘modello Arci’ adattabile a tutti i sistemi e ad un sempre più forte lavoro di rete e in rete della nostra associazione. Un lavoro che così rafforzato può davvero migliorare le condizioni delle persone e delle comunità coinvolte, dare forza al nostro tessuto associativo e, nel contempo, influenzare le scelte delle istituzioni pubbliche, svolgendo un ruolo attivo di organizzazione di tutela, proprio a partire dalle esperienze di gestione. Del resto, oggi, le migrazioni rappresentano la sfida globale più importante, quel fenomeno capace di modificare sul piano sociale, culturale ed economico interi continenti in modo repentino. Essere protagonisti su questo terreno non solo è utile, ma diventa oltremodo coerente con l’essere ‘associazione che fa politica’ come amiamo definirci. Queste Linee Guida sono diventate l’occasione per definire un sistema di monitoraggio costante del nostro lavoro su questo terreno; numeri che danno forza e visibilità ad un lavoro significativo sul piano nazionale.

111 progetti attivi a fine 2016, 6055 posti di accoglienza messi a disposizione, 5130 uomini, 439 e 483 minorenni accolti dalla rete Arci, diffusa in 13 regioni italiane sono solo alcuni dei dati che abbiamo raccolto e che testimoniano più di qualsiasi altra immagine il nostro concreto impegno. Impegni che ci prendiamo sul piano della qualità del nostro lavoro e che presenteremo alla terza edizione del Festival Sabir insieme alle Istituzioni con cui operiamo quotidianamente: il Ministero dell’Interno, la Conferenza delle Regioni e l’ANCI. Un primo lavoro che portiamo a casa dopo l’ultimo Congresso e che prelude ad un secondo che dovremmo avviare entro l’estate e che riguarderà la definizione degli strumenti per rendere agibile e utile questo nostro Sistema nazionale di accoglienza.

Ci prenderemo dunque altro tempo per ascoltare e per procedere - con la dovuta cautela - con il più ampio coinvolgimento possibile dell’intera filiera associativa. Così come abbiamo fatto nel corso del 2016. Con una consapevolezza ben precisa: abbiamo la certezza di lavorare per obiettivi che vanno ben oltre la ‘sola’ messa a sistema dell’accoglienza organizzata dalla nostra associazione. Sappiamo infatti quanto questi percorsi incrocino un ragionamento più generale sul nostro modello associativo, sul sistema complesso e sulle forme possibili del sistema Arci. Tutto questo proprio alla vigilia dell’importante chiusura del percorso istituzionale legato alla riforma del Terzo Settore. Anche da qui si lavora per l’Arci 2.0.

 

ArciReport, 13 aprile 2017



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