Sabir: un tassello della coalizione internazionale per i diritti e la solidarietà

19/05/2017

 

 

di Filippo Miraglia, vicepresidente nazionale Arci

 

18447061_1445302515530601_3266707364927328212_n.jpgSi è chiusa sabato scorso, con una coda ‘interna’ domenica (l’assemblea generale della rete Migreurop),  la terza edizione del Festival - Forum Sabir.

Non era difficile prevedere che gli ospiti avrebbero apprezzato il luogo: l’isola di Ortigia, uno dei luoghi più belli della Sicilia, in quella Siracusa, ricca di arte e storia, che quest’anno compie 2750 anni!

Ma all’apprezzamento per la scelta della sede si è aggiunto un forte e convinto apprezzamento per l’organizzazione, i contenuti e la grande partecipazione.

I tanti eventi promossi, seminari formativi, convegni, assemblee, laboratori, iniziative culturali, hanno registrato il tutto esaurito anche in quelle fasce orarie in cui c’erano fino a 6/7 eventi in contemporanea. Segno che i partecipanti erano tanti e che la formula usata funziona.

Insieme ai nostri partner, in primo luogo Caritas Italiana e Acli, e poi Asgi, Carta di Roma, A Buon Diritto e Cgil, abbiamo realizzato un programma che si inseriva con coerenza ed efficacia nel dibattito pubblico di questi mesi, cercando di far emergere le conseguenze gravi di un uso strumentale, quasi sempre a fini elettorali, del tema immigrazione, e di mettere in campo alternative giuste e praticabili.

18359155_1443730432354476_4909499264206193656_o.jpgIl nostro mondo, quello delle associazioni, dei movimenti, delle reti internazionali (tra le altre, sono stati presenti Migreurop, Forum Civico Europeo, Solidar, Rete Euromediterranea per i Diritti Umani, Trasform), degli esperti (giuristi, avvocati, ricercatori, operatori del settore) e dei militanti per i diritti umani e contro il razzismo, sembra dunque condividere la necessità di ritrovarsi insieme, di riflettere in forma collettiva, provando a individuare risposte comuni, un’agenda delle forze sociali per un mediterraneo di pace e diritti. Più di 1500 partecipanti registrati, esponenti di 80 reti provenienti da 30 paesi della sponda nord e sud del Mediterraneo, migliaia di studenti, cittadini e operatori che hanno partecipato ai laboratori o assistito ai dibattiti e agli eventi culturali, ci dicono che la manifestazione è cresciuta e che può rappresentare un tassello importante di quella coalizione civile internazionale di cui c’è bisogno in Italia, nell’UE, in tutta l’area del mediterraneo, per ribaltare la direzione cinica scelta dai governi e dalle istituzioni europee, che riversano le loro difficoltà politiche, l’incapacità di dare risposte efficaci alla crisi che loro hanno alimentato con le politiche di austerità, sui ‘nuovi barbari’, il capro espiatorio istituzionale: lo straniero, il rifugiato.

18424085_1443730482354471_2989888368326963845_n.jpgL’Arci ci ha creduto, come dicono i numeri: quasi 200 persone presenti, tra operatori, dirigenti e militanti, a conferma che la nostra base sociale ha l’esigenza di ritrovarsi in luoghi comuni e di fare rete.

Sabir risponde in parte al bisogno di un soggetto collettivo, che operi nella dimensione internazionale, con un forte radicamento sul territorio, presente nei luoghi dove più pesanti sono le conseguenze delle politiche europee (le frontiere, le periferie, i luoghi di detenzione e di confinamento dei migranti) e capace di interloquire, anche in modo conflittuale ma con proposte concrete, con le istituzioni.

Dalla terza edizione di Sabir emerge con chiarezza la voglia e la possibilità di costruire questo soggetto sociale, che sostenga i processi di democratizzazione e di emancipazione, che sia a fianco di chi svolge attività di solidarietà. Sabir ha reso visibile  la rete di soggetti collettivi e individuali che in Europa rappresentano già oggi un’alternativa concreta ai populismi e al razzismo.

 

ArciReport, 19 maggio 2017



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