Difendiamo l’umanità, non i confini. A Roma il 2 giugno ‘l’altra parata’

01/06/2017

 

 

LOCANDINA-2G.jpegIl 2 giugno a Roma, mentre la parata militare sfilerà lungo i Fori Imperiali, ai Giardini di Castel Sant’Angelo prenderà vita un’altra sfilata, animata dalla società civile per rendere omaggio a chi salva vite umane in mare e a chi costruisce ogni giorno ponti di pace tra i popoli.

L’Altra Parata, cuore della Festa della Repubblica che ripudia la guerra, è organizzata da Un ponte per... insieme al Movimento Nonviolento e alle sei reti che animano la campagna Un’altra difesa è possibile. Anche l’Arci ha aderito.

La Festa della Repubblica che ripudia la guerra prenderà avvio la mattina del 2 giugno alle 11.30 con il flashmob Parata d’onore per chi salva vite umane, organizzato nei giardini di Castel Sant’Angelo, e proseguirà nel pomeriggio con l’assemblea Obiettare alla guerra e fermare la strage nel Mediterraneo: strumenti e campagne per un’altra difesa possibile, ospitata presso la sede della Società Geografica Italiana. «C’è un’Italia aperta al mondo, che lavora per promuovere diritti e dignità nel nostro Paese e oltre i confini. È quella delle associazioni e delle Ong che si dedicano ai salvataggi in mare e all’accoglienza di chi arriva qui per fuggire alla guerra, alla miseria, o ai cambiamenti climatici» spiega Martina Pignatti Morano, presidente di Un ponte per ... «Questa è l’Italia che vogliamo onorare in occasione della Festa delle Repubblica, in una parata in cui invitiamo a sfilare difensori dei diritti umani, associazioni, Ong e volontari in servizio civile che si dedicano a salvataggio e accoglienza dei migranti e rifugiati», spiega Mao Valpiana, coordinatore della Campagna Un’altra difesa è possibile che chiede il riconoscimento istituzionale della difesa civile non armata e nonviolenta con una proposta di legge depositata alla Camera e ora all’attenzione delle Commissioni Affari Costituzionali e Difesa.

«Nonostante tagli e difficoltà in altri comparti, le spese militari in Italia sono rimaste quasi intoccate: per il 2017 si attesteranno su 23,3 miliardi di euro (in crescita del 20% rispetto al 2006) di cui 5,5 miliardi per l’acquisto di nuovi armamenti. Parallelamente un’ecatombe consumarsi nel Mediterraneo: oltre 5.000 le persone che sono morte cercando un’alternativa alla guerra, alla miseria e ai cambiamenti climatici sulle nostre coste. La guerra più vicina a noi è quella che miete vite umani ai nostri confini quando li chiudiamo», conclude Daniele Taurino del Movimento Nonviolento.

Nella stessa giornata è in programma alla Camera dei Deputati l’ormai tradizionale incontro istituzionale con le ragazze e i ragazzi che stanno prestando la loro opera nel Servizio Civile nazionale che, ad oggi, è l’unica forma riconosciuta di difesa della Patria con modalità e mezzi non armati. Un elemento fondamentale, fin dall’inizio, della proposta di Un’altra difesa è possibile.

In una data simbolica come quella del 2 giugno, il mondo della pace e del volontariato ribadisce che esiste un’alternativa alla militarizzazione e alla guerra: l’altra difesa è sempre legittima perché civile, non armata e nonviolenta.

Info: www.difesacivilenonviolenta.org

 

ArciReport, 1 giugno 2017



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