Verso un modello Arci di Educazione Popolare

08/06/2017

 

 

Il progetto ‘PopEd. Developing a Transnational methodology for inclusive learning through popular education’

 

222336287-f737a1f4-9f21-4145-8779-1ac00ebcd6a6.jpgdi Carla Scaramella, Ufficio Progetti Arci nazionale

 

Le ineguaglianze sociali aumentano anno dopo anno e la crisi economica ha accentuato questo trend. Le attività educative giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione dell’esclusione sociale, ma se l’accesso all’educazione e alla formazione è migliorato in Europa, persistono gap significativi che riguardano trasversalmente diverse categorie di giovani: chi ha un percorso migratorio alle spalle, chi proviene da una famiglia a basso reddito, chi vive in un contesto familiare e sociale povero di stimoli e offerte culturali.

In un circolo vizioso, accade che chi ha meno opportunità rischia di scivolare fuori dal sistema educativo, perdendo la più importante occasione di riscatto ed inclusione sociale. La prevenzione e la riduzione della povertà educativa non possono essere perseguite unicamente attraverso il trasferimento di conoscenze e competenze, ma impongono che si lavori sulla motivazione, richiedono la costruzione di autostima e senso di appartenenza civica, esigono che si costruisca intorno ai giovani studenti e studentesse un contesto sociale in cui possano riconoscersi ed essere riconosciuti, sentire che la scuola e l’educazione rappresentano uno strumento di auto-espressione e di miglioramento delle proprie condizioni, e che possono contribuire alla costruzione della società attraverso il loro impegno.

È ciò che Arci fa da sessant’anni. Le centinaia di esperienze di educazione non formale ed informale portate avanti dalle basi associative su tutto il territorio nazionale che vanno sotto il nome di Educazione Popolare sono molto diversificate tra loro - andando dai doposcuola sociali ai corsi di attività artistiche e creative, dai corsi di italiano L2 ai laboratori di cittadinanza attiva - ma sono accomunate dall’obiettivo di coniugare cultura e partecipazione, costruire cittadini attivi e consapevoli, in una parola: supportare la formazione della persona. E tuttavia a fronte della molteplicità e ricchezza di queste esperienze non si può ad oggi parlare di un Modello Arci di Educazione Popolare. È per questo che, insieme alle reti nazionali francese (Ligue de l’enseignement) e spagnola (Liga Española de la Educación y la Cultura Popular) e all’associazione rumena Asociatia Pro Democratia, si è inteso presentare un progetto nell’ambito del bando Erasmus plus Social inclusion through education and youth. Un progetto che si propone di analizzare le attività portate avanti dalle organizzazioni partner per ricondurle ad un modello, in modo da pervenire, attraverso un percorso rigoroso e strutturato, sotto la direzione di una equipe scientifica e grazie al confronto tra le esperienze dei diversi paesi, alla definizione di una metodologia transnazionale per l’educazione inclusiva che vada sotto il nome di Educazione Popolare. Un ‘marchio’ sotto il quale le basi Arci impegnate in questo ambito possano riconoscersi, una metodologia che possa servire a migliorare e a qualificare le iniziative di educazione non formale e informale del mondo Arci, un modo per strutturare e comunicare il proprio modus operandi, ciò che caratterizza e distingue il nostro ‘fare educazione’, le nostre proposte ricreative, artistiche e culturali rivolte al mondo giovanile.

 

ArciReport, 8 giugno 2017



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