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Libertà per Öcalan e per tutte le prigioniere e i prigionieri politici

17/01/2017

 

 

Pace e Giustizia per il Kurdistan

Sabato 11 febbraio - Manifestazione nazionale a Milano

 

abdullah-ocalan-599x275.jpgLa lotta del Movimento di Liberazione Curdo per la democrazia, la coesistenza, l’ecologia e la liberazione delle donne ha raggiunto primi risultati positivi con l’allargamento del modello di autogoverno democratico nei territori liberati dal giogo delle bande ISIS. Ma con l’estensione della situazione di guerra attuale nel Bakur-Turchia, Rojava-Siria e nel Medio Oriente, i curdi e le altre popolazioni della regione affrontano gravi pericoli; lo stesso Movimento di Liberazione subisce nuove e pesanti minacce. Per garantire la sua presidenza, Erdogan si è alleato con i fascisti e i nazionalisti turchi, così da affrontare la questione curda con la violenza e la repressione: tutto ciò che è collegato con i curdi e la loro identità è un obiettivo. Vengono commissariate le municipalità, i co-sindaci sono arrestati e sostituiti con amministratori di nomina governativa. La brutalità della guerra in Kurdistan, con la distruzione di intere città, è già costata la vita a migliaia di civili, arresti di massa di politici, intellettuali, accademici, giornalisti, attivisti, avvocati e magistrati, fino ad arrivare al piano per l’eliminazione fisica di Öcalan.

La tortura psicofisica inflitta al leader curdo Abdullah Öcalan, negli ultimi 18 anni in condizioni di isolamento totale, è stata inasprita con ulteriori limitazioni del suo regime carcerario. Dal 5 aprile 2015, dopo che Erdogan ha messo fine al negoziato “per una soluzione politica e democratica della questione curda”, i contatti con l’isola di Imrali sono praticamente interrotti. In base a recenti informazioni ci sono gravi motivi di preoccupazione per la stessa vita di Ocalan. Intanto il regime di Erdogan si prepara a reintrodurre la pena di morte.

Abdullah Öcalan è il rappresentante riconosciuto del popolo curdo, egli svolge un ruolo decisivo per una soluzione duratura e democratica della crisi del Medio Oriente.

La storia ha dimostrato che la questione curda non può essere risolta militarmente. Le guerre di logoramento e i genocidi dello stato turco non hanno funzionato. Hanno sempre avuto l’effetto contrario. La Turchia non deve continuare ad attizzare un fuoco che non può spegnere. I colloqui per una soluzione politica della questione curda devono riprendere in una condizione di parità. L’unico modo per garantirlo è l’immediata liberazione di Abdullah Öcalan.

In occasione dell’anniversario del sequestro di Ocalan, in contemporanea con la manifestazione internazionale di Strasburgo, scendiamo in Piazza a Milano l’11 febbraio per:

• la libertà per tutti i prigionieri politici e le prigioniere politiche in Turchia! Basta alla tortura e all’isolamento! Chiudere la prigione di Imralı!

• una soluzione politica e democratica della questione curda! Revocare il bando contro le organizzazioni curde!

• la libertà di Öcalan e la pace in Kurdistan!

 

Ufficio Informazioni del Kurdistan in Italia, Comunità Curda in Italia, Rete Kurdistan Italia

 

Per adesioni:  info@uikionlus.com | info@retekurdistan.it

 

ArciReport, 19 gennaio 2017



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