Inizia una nuova era per il disarmo nucleare

13/07/2017

 

 

disarmo2.jpgApprovato il Trattato di messa al bando delle armi nucleari

 

Con uno storico voto della Conferenza indetta dall’Assemblea Generale, le Nazioni Unite hanno adottato il Trattato di messa al bando delle armi nucleari. Si tratta di uno strumento internazionale legalmente vincolante, che entrerà in vigore dopo la ratifica da parte di almeno 50 Paesi. Il Trattato, per la prima volta nella storia, dichiara fuori legge le uniche armi di distruzione di massa non ancora messe al bando. Non  solo è fatto esplicito divieto dell’impiego delle testate, ma è proibita anche la ‘minaccia d’uso’.

Prende avvio la fine dell’era nucleare. La comunità internazionale (122 voti a favore, 1 astensione e il voto contrario dei Paesi Bassi) ha infatti ripudiato l’uso delle armi nucleari e affermato che esse sono inaccettabili. Ai negoziati hanno partecipato delegazioni di circa 140 Paesi e della società civile di tutto il mondo. Il Trattato garantisce anche assistenza agli Stati ed agli individui colpiti dall’uso di armi nucleari o dalla sperimentazione atomica, sancisce la necessità di bonifica ambientale e impegna gli Stati Parte a farsi promotori del bando presso altri Paesi, in modo che il Trattato raggiunga l’universalità. Le continue obiezioni e pressioni da parte degli Stati nucleari e dei loro alleati (compresa l’Italia che ospita ordigni nucleari sul proprio territorio) dimostrano chiaramente come questo Trattato abbia il potenziale di impattare positivamente il percorso del disarmo nucleare totale.

«Non possiamo condividere la scelta dell’Italia di non partecipare a questo percorso, e di non essere presente al voto - commenta Francesco Vignarca di Rete Disarmo - se davvero l’intenzione del nostro Governo è quella di ottenere il disarmo nucleare, non possono più bastare gli accordi precedenti. Non siamo riusciti a convincere l’Italia a essere qui, ma per noi oggi inizia il lavoro vero nei confronti di opinione pubblica e politica: chiedere il coraggio di aderire al Trattato e di mettersi dal lato giusto della storia». L’Italia non può continuare a favorire nei fatti una situazione di insicurezza e pericolo nucleare: lo chiede il mondo, lo chiedono le vittime dell’atomica, lo vogliono le ragioni della pace e della vera sicurezza.

 

ArciReport, 13 luglio 2017



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