Intervista a Stefano Iandiorio, neoeletto presidente Arci Avellino

13/07/2017

 

 

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Stefano, a cosa si deve la scelta del titolo del Congresso ‘SpaziArci. Culture resilienti?’

L’elemento chiave del futuro percorso di radicamento associativo è la sfida della riappropriazione e della creazione degli spazi sociali: innanzitutto, spazi comuni da recuperare, per renderli nuovamente luoghi funzionali e fruibili dall’intera cittadinanza. Spazi di accoglienza, di condivisione, di cultura; non più strutture fantasma in disfacimento che accolgono degrado, ma beni pubblici al servizio di tutti.

Allo stesso tempo, è necessario investire nella costruzione di spazi fisici per gli stessi circoli Arci, in modo che possano divenire luoghi di aggregazione, socialità, fruizione e creazione di cultura. Da soli non si va da nessuna parte. Le sfide sono tante e avremo tanto da lavorare. Sarà mia cura stare vicino ad ogni circolo, con il contributo dell’Arci regionale e nazionale, per riportare l’entroterra ad avere quella resilienza che ha sempre avuto, dal terremoto in poi.

 

Quali sono le principali problematiche che la provincia avellinese si ritrova ad affrontare?

È necessario ripartire da un’economia della reciprocità, da un’idea di welfare comunitario, che in una provincia affaticata ma allo stesso tempo solidale come quella irpina fatica ad emergere negli ultimi tempi, soprattutto a causa delle difficoltà economiche e sociali crescenti. Partendo proprio da una riflessione sulle vecchie e nuove povertà, il comitato dovrà impegnarsi a creare occasioni in cui rendere protagonisti la relazione e l’arricchimento reciproco, lontani da logiche di potere, oltre l’inganno consumistico, per consentire ai soci di ricercare il senso della felicità e mettere al centro la dignità delle persone.

Il nuovo comitato Arci di Avellino dovrà stimolare tutti i cittadini, in particolar modo i giovani, ad organizzarsi per rendere concreta l’idea di cambiamento verso una società più giusta e solidale, che sappia rendere protagoniste le nuove generazioni e sappia mettere al centro la democrazia, la cultura, la partecipazione, il benessere.

 

Quali obiettivi prioritari vi siete dati?

I soci Arci di Avellino sono in prevalenza giovani impegnati nell’associazionismo civico e nel volontariato con i bambini, con gli immigrati e i richiedenti asilo, nella costruzione e animazione di spazi culturali, musicali e aggregativi, per la cultura della legalità, la tutela e la valorizzazione dei beni comuni e in tante altre battaglie di impegno civile e di promozione dell’associazionismo come soggetto di cittadinanza attiva.

L’Arci Avellino dovrà porsi come attore di una rinascita della democrazia nella provincia, misurandosi con il contesto politico e sociale e provando a riscoprire il senso della partecipazione e della cittadinanza attiva come elementi di cambiamento e innovazione del tessuto e di promozione del benessere sociale nel territorio irpino. Dovrà dotarsi di strumenti organizzativi reali e concreti in grado di alimentare il protagonismo dei cittadini nella e della comunità, costruendo momenti di confronto e dibattito collettivo in cui gli stessi cittadini possano ricominciare ad interessarsi del proprio quartiere, del proprio paese, del proprio territorio, definire i propri bisogni e gli strumenti per raggiungerli.

 FB Arci Avellino

 

ArciReport, 13 luglio 2017



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