Impressioni dai campi

08/09/2017

 

 

20953445_752665958228174_2977847839900240139_n.jpgBENVENUTI: quale parola migliore per riassumere questa prima giornata? Comincia il nostro percorso!

Tra valigie e visi nuovi abbiamo cominciato ad ambientarci grazie all’aiuto dei volontari che subito ci hanno messo a nostro agio. Siamo stati calorosamente accolti presso l’ex Villa Maniero, un bene confiscato alla mafia, ora diventata sede dell’associazione Affari Puliti. Prima di essere confiscata la villa era la dimora di Felice Maniero, un boss mafioso e spesso veniva utilizzata per fare incontri che riguardavano azioni criminali.

Da questa settimana ci aspettiamo di approfondire argomenti legati alla mafia e alla legalità, di fare nuove conoscenze e di fare un’esperienza che ci porteremo dietro per tutta la vita.

Con la curiosità di iniziare questo viaggio, ci  siamo riuniti tutti insieme per stabilire delle semplici regole per una buona convivenza e per conoscerci meglio.

Giulia e Arianna -Il giardino della legalità

 

Simona_Di_Matteo_02.JPGPartenza alle sette anche oggi e il pulmino, accompagnandoci per la campagna incontaminata, ci riporta al campo per riempire altre cassette di pomodori. Dopo la prima sudata esperienza, riusciamo a essere talmente efficienti da terminare il lavoro in fretta e dedicare il resto della mattinata a un’altra esperienza. Conclusa la fase operativa nel bene confiscato, approfondiamo, attraverso una visita guidata, la nostra conoscenza della storia mafiosa di Corleone.

Risaliamo così, tappa per tappa, il percorso dei pizzini, messaggi segreti attraverso i quali Provenzano, nonostante la latitanza, si manteneva in contatto con gli altri mafiosi del territorio. Proseguiamo fino al punto più alto della campagna corleonese da cui possiamo coniugare la bellezza del panorama con una coinvolgente discussione sulla legalità. Nel pomeriggio continua il nostro viaggio alla scoperta di Corleone e, dopo una lunga e faticosa passeggiata, arriviamo a bussare alle porte del monastero francescano.

Dopo una giornata all’insegna della crescita formativa e della cultura del lavoro, finalmente apprendiamo la lezione più importante: dove prendere i cannoli più buoni!

Virginia e Matilde - Liberarci dalle spine

 

Non ho parole per descrivere la sensazione provata ieri sera a Casapesenna, durante l’incontro tra la Cgil di Caserta, quella della Campania e il Silp Cgil con i partecipanti al campo per la legalità, i loro tutor e i compagni dello SPI. Poco prima che iniziasse la cena ci ha raggiunto una famiglia del posto, con il loro bambino e altri giovani di Casapesenna. Si è creata una condizione che da sola, senza bisogno di alcuna descrizione, faceva la differenza tra una casa confiscata a camorristi violenti in cui si praticava l’illegalità e questo spazio pieno di voci festose e di giovani che facevano progetti per il futuro. Su tutti, il piccolo Mattia che abita di fronte a quella casa e ora, crescendo, la vivrà come un luogo di aggregazione e di pace, contrariamente a quello che era successo ai suoi genitori, che spesso dovevano abbandonare la loro abitazione quando il boss aveva bisogno di ‘privacy’.

Evviva quanti insieme a noi continuano a crederci e a battersi!

Paolo - Terra di lavoro e dignità

 

PROSSIMI CAMPI

Fausto_Sestini_001.jpgA Casapesenna ‘Terra di lavoro e dignità’

Quest’anno l’ultimo campo della legalità Terra di lavoro e dignità, che si svolge a Casapesenna (CE), vedrà la partecipazione di un gruppo di volontari ‘speciali’, provenienti dalla Francia e dall’organizzazione Ligue de l’enseignement di cui l’Arci è partner da alcuni anni.

Il campo si svolge dal 16 al 23 settembre e mette insieme il recupero e riutilizzo di un bene confiscato alla camorra con l’impegno contro lo sfruttamento lavorativo degli immigrati in agricoltura. I volontari saranno impegnati nelle attività per la gestione e manutenzione di un allevamento di elicicultura  (lumache), incontreranno familiari di vittime di camorra che realizzano attività economiche basate sul riciclo della plastica, amministratori locali, beneficiari dei progetti Sprar gestiti dall’Arci sul territorio. 

 

A Canicattì ‘Liberarci dalle spine’

I volontari collaboreranno alle attività agricole nei terreni e sui beni confiscati e vivranno occasioni di studio, conoscenza e formazione sull’antimafia sociale attraverso visite guidate nei luoghi simbolo della lotta alla mafia, incontri con Arci e Cgil (partner del progetto), con familiari di vittime innocenti di mafia e testimoni della lotta alla mafia. Ci saranno inoltre attività culturali (presentazione di libri, laboratori di danze e musica popolare, visita alla città di Palermo) e animazione sociale nelle comunità locali. Dal settembre 2004, la cooperativa Lavoro e non solo ha ricevuto in affidamento dal Comune di Canicattì 27 ettari di terreno.

 

Diari e aggiornamenti sulla pagina fb Campi della legalità

 

ArciReport, 8 settembre 2017



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