Per gli studenti ricomincia la scuola, ma la campanella suona per tutti

14/09/2017

 

 

di Davide Giove, responsabile nazionale Arci Saperi, apprendimento e formazione

 

images_2.jpgQuesta settimana la campanella torna a suonare e la scuola italiana riapre le porte ai propri studenti.

Ma, tra i colori degli zaini e l’odore delle merende, sono diverse le questioni che il sistema scolastico si troverà ad affrontare, molte delle quali di comprensibile interesse generale. È l’anno dell’introduzione delle vaccinazioni obbligatorie (divenute centrali nel dibattito politico e sociale del Paese) ed è anche il primo anno scolastico a prendere il via dopo il varo dei decreti attuativi della riforma introdotta dalla legge 107/15 La Buona Scuola e dopo l’approvazione della legge sul cyberbullismo.

È l’anno che segue il tortuoso (ed al momento infausto) iter del disegno di legge sullo ius soli che ha inevitabilmente determinato un dibattito vivo anche sul tema dello ius culturae, riaccendendo il faro sul significato della condivisione di spazi e tempi dell’apprendimento scolastico da parte di alunni italiani e stranieri.

La prima campanella del 2017/2018 non invade, dunque, soltanto i corridoi e le aule. Essa suona per tutti, anche fuori dalle finestre delle scuole.

Le aule del primo ciclo di istruzione (che un tempo avremmo chiamato elementari e medie) tornano a riempirsi con gli alunni nativi digitali di quella che troppo banalmente viene definita touch generation mentre le classi del secondo ciclo si affollano degli studenti che quest’anno hanno scelto gli Istituti tecnici nel 30,3% dei casi, i professionali nel 15,1% e i licei (unici a crescere per numero di iscritti rispetto allo scorso anno) nel 54,6%. A questi studenti, ai loro docenti ed al tutto il personale della scuola va l’augurio per un buon inizio delle attività.

Sarà un anno impegnativo in cui anche noi torneremo ad incrociare le nostre azioni e le nostre intenzioni con il mondo della scuola. Lo faremo ragionando sulle prassi virtuose di alternanza scuola-lavoro degli studenti della secondaria di secondo grado all’interno dei nostri progetti legati alla cultura, alla legalità democratica ed al welfare; continueremo a preoccuparci di sostenere i percorsi formali di apprendimento attraverso le esperienze non formali di doposcuola sociale diffuse nelle sedi Arci di tutta Italia; torneremo a divulgare le corrette informazioni sulle migrazioni e sui sistemi di accoglienza; ci impegneremo in azioni di contrasto ai fenomeni di hate speech.

Ma soprattutto continueremo a credere nel valore emancipante della cultura e nel ruolo centrale per tutta la società della scuola, quella laica e pubblica, chiamata a guidare le nostre comunità educanti nel fondamentale compito di formare i giovani, le cittadine e i cittadini del presente e le classi dirigenti del futuro.

 

ArciReport, 14 settembre 2017



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