A Milano le donne in piazza il 28 settembre

15/09/2017

 

 

UYoUqghAajjVGrb-800x450-noPad.jpgLa Casa delle Donne Maltrattate di Milano (CADMI), con la Rete lombarda dei Centri Antiviolenza, fa appello a tutte le cittadine e a tutti i cittadini invitandoli a manifestare il dissenso contro le politiche della Regione Lombardia che minano la libertà di azione dei Centri Antiviolenza e con questa quella delle donne.

La violenza contro le donne non accenna a diminuire, mentre l’autonomia d’azione ed economica dei Centri Antiviolenza viene sempre più limitata dalle scelte politiche che Regione Lombardia vuole imporre. I centri antiviolenza chiedono che Regione Lombardia rispetti  la convenzione di Istanbul che prevede che «i diritti della vittima [siano] al centro di tutte le misure e siano attuate [politiche] attraverso una collaborazione efficace tra gli enti, le istituzioni e le organizzazioni pertinenti (art. 7) ritirando tutte le delibere che contengono imposizioni contrarie alla libertà di scelta delle donne». Si può firmare l’appello per questa battaglia fondamentale per la sicurezza e la libertà delle donne su https://www.change.org/p/la-rete-lombarda-dei-centri-antiviolenza-contro-le-politiche-di-regione-lombardia. Nel frattempo, il 28 settembre 2017 anche a Milano le donne scenderanno in piazza per la Giornata di azione internazionale per l’aborto sicuro, una giornata mondiale lanciata dalle donne argentine per rivendicare in ogni paese il diritto di ogni donna di scegliere sul proprio corpo. «In questa giornata rivendicheremo in particolar modo l’attuazione della legge 194/78 sull’IVG che di fatto è gravemente compromessa dalla diffusa presenza di medici obiettori di coscienza - spiega Paola Cassani di Arci Milano - l’obiezione di coscienza prevista dall’art.9 della legge 194 doveva essere un’opzione straordinaria invece ad oggi è diventata addirittura maggioritaria arrivando a toccare punte del 90% in alcune regioni e questo vìola  il diritto alla salute tutelato dall’art.11 della Carta giornata-contro-violenza-sulle-donne-orig.jpegSociale Europea motivo per cui l’Italia è stata condannata per ben due volte. In Lombardia abbiamo dei dati spaventosi. In ben 6 ospedali sui 63 totali della regione, tutti i ginecologi sono obiettori: succede a Gavardo, Iseo, Sondalo, Chiavenna, Gallarate, Oglio Po, in 12 ospedali la percentuale di obiezione è tra l’80% e il 99% (per esempio Fatebenefratelli e Niguarda di Milano) e solo in 8 strutture è inferiore al 50%.

Un altro punto fondamentale della nostra rivendicazione sulla piazza milanese è la protesta contro una legge regionale che permette l’obiezione di coscienza di struttura, una legge che va in pieno contrasto alla legge 194/78, in cui tutto il personale della struttura può essere obiettore di coscienza. Riteniamo come donne del neo gruppo ArcicheDonne del circolo Arci Adua di Rho di dover essere parte attiva in queste battaglie, contro una sorta di oscurantismo che colpisce i nostri corpi e ostacola le nostre libere scelte.

Per questo invitiamo tutte e tutti a scendere in piazza con noi il 28 settembre a partire dalle ore 18 in piazza XXV Aprile a Milano».

 

ArciReport, 14 settembre 2017



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