Il 23 e 24 settembre si è tenuta la IV Assemblea della Rete della Pace

27/09/2017

 

 

di Sergio Bassoli, Rete della Pace

 

retepace-1200x444.jpgLa IV Assemblea della Rete della Pace, realizzata lo scorso fine settimana al Centro Scouts di Roma,  ha avuto un momento di confronto e di dibattito intenso, aperto e con una visione molto condivisa tra tutti i partecipanti del particolare momento critico che la nostra società sta attraversando. A partire dall’analisi molto lucida e oggettiva di Nathalie Tocci (IAI), che, citando Gramsci, ha definito la fase attuale come la fine di un sistema ma che, in attesa che si definisca il nuovo sistema, si presentano ‘nuovi mostri’, dove saltano gli equilibri del post-colonialismo, scoppia la crisi nel mondo sunnita,  si ribellano le popolazioni,  ma tarda ad arrivare un nuovo equilibrio, anzi ritornano le dittature. Anche gli USA, continua la Tocci,  non riescono più ad avere quel ruolo che hanno avuto nel secolo scorso. Le crisi non si risolvono, anzi si moltiplicano e noi (mondo occidentale) non abbiamo gli strumenti per risolverle, occorre quindi più umiltà ed un maggiore investimento sul multilateralismo.

Alex Zanotelli,  senza cessare di scuotere la testa, ricorda che dalla guerra in Kosovo in poi la sinistra ha perso credibilità. Troppi silenzi e troppe responsabilità che rendono tutto insostenibile e che lo porta a dire «che è il sistema la causa, un sistema che non è riformabile, e che va cambiato». Siamo arrivati al punto, continua il missionario comboniano, «... che il Ministro della Difesa (Pinotti) nel libro bianco, scrive ‘L’Italia andrà in guerra dovunque serva per difendere i propri interessi strategici...’.  Si investono miliardi di investimenti per la centrale di intelligence della Nato a Napoli,  per una specie di ‘Pentagono italiano’ a Centocelle, mentre a Sigonella ci sarà la base mediterranea Nato dei droni militari,  e nessuno dice nulla,  ed i nostri giovani al sud sono senza lavoro ed il territorio è sempre più in mano al malaffare. Il nostro silenzio è insopportabile, occorre fare qualcosa, tutti insieme...»

Questi sono solamente alcuni passaggi di una discussione molto intensa e profonda che ha visto  la realizzazione di tre tavole rotonde e che ha contribuito alla definizione di un percorso che caratterizzerà l’impegno della Rete della Pace già a partire dai prossimi appuntamenti di ottobre, quando anche il mondo della pace si unirà alla manifestazione contro il razzismo a Roma.

Questo impegno conferma la consapevolezza del movimento per la pace  di doversi misurare e contaminare in una logica di ‘interdipendenza’, cioè con quelle questioni ‘trasversali’ che caratterizzano il mondo contemporaneo e rendono il Mediterraneo luogo simbolico ma anche nodo strategico dove si incontrano e scontrano conflitti e possibili alternative, e che collocano la pace e la non violenza al centro di un nuovo modello non solo di economia ma di relazioni sociali e geopolitiche. Il riferimento è alle relazioni che tengono insieme, in un unico complesso gomitolo, il peso delle disuguaglianze, della fame e della povertà, con i cambiamenti climatici, e di queste con le migrazioni e la diffusione di nuove culture e atteggiamenti razzisti, con l’erosione dei diritti e con la necessità di rilanciare l’esercizio della democrazia e della partecipazione. Questo gomitolo sta determinando profonde e gravi trasformazioni nel tessuto sociale che trovano nella grande diffusione della paura il loro collante.

Il compito passa ora al Coordinamento nazionale della Rete che dovrà elaborare il programma di lavoro, partendo da queste riflessioni e dalle azioni e priorità considerate centrali per i prossimi mesi:

● rinnovare l’impegno del Parlamento per la discussione ed approvazione della proposta di legge per la costituzione di un Dipartimento di Difesa Civile e Nonviolenta;

● rilanciare nel paese il dibattito sulla riconversione dall’industria militare ad una industria sostenibile, civile e nonviolenta;

● coinvolgere l’opinione pubblica ed i politici sulla necessità di ratificare il Trattato di messa al bando delle armi nucleari, dando vita ad iniziative insieme alle altre reti.

 

ArciReport, 28 settembre 2017



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