Libertà per Abdullah Öcalan, Pace in Kurdistan e Democrazia in Medio Oriente

05/10/2017

 

 

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Milano, 7 ottobre

Manifestazione nazionale


Di seguito stralci dell’appello lanciato per la manifestazione che si terrà a Milano il 7 ottobre  - con concentramento alle 15 ai Bastioni di Porta Venezia -  per la libertà di Ocalan, pace in Kurdistan e democrazia in Medio Oriente  promossa dalla Comunità curda - Uiki ufficio informazioni Kurdistan in Italia e dalla Rete Kurdistan Italia.

Dalle battaglie contro il dispotismo turco del sultano Erdogan, alla liberazione delle donne in medio oriente, dalla salvaguardia delle minoranze linguistiche e culturali, alla lotta di liberazione per la costruzione della pace, nella Rojava e non solo, senza dimenticare la denuncia della feroce repressione, che colpisce duramente fino al genocidio il popolo curdo, e che pone un detenuto, il detenuto per eccellenza Ocalan, in stato di isolamento totale, di sequestro della persona sull’Isola prigione di Imrali, dal 2011.

«Crescono le preoccupazioni per la salute e la sicurezza del presidente del popolo curdo Abdullah Öcalan. Da due anni c’è un assordante silenzio sulle sue condizioni. Dall’ultima visita del luglio 2011, i suoi avvocati non hanno potuto più incontrarlo. Senza risposta è rimasta anche la richiesta di incontrarlo avanzata da un comitato internazionale composto da europarlamentari, sindacalisti, accademici e attivisti dei diritti umani di diversi paesi.

Gli avvenimenti che si sono verificati in Turchia dal processo di Imralı nel 1999 ad oggi hanno dimostrato che ogni qualvolta sono state portate avanti politiche di sicurezza nell’approccio alla questione curda, l’isolamento a Imrali si è acuito. C’è un evidente analogia tra le condizioni in cui si trova il paese e l’assoluto isolamento del presidente Öcalan. Da un lato la Turchia sta attraversando una fase di profondo conflitto,  dall’altro si verifica un totale oscuramento mediatico su Imralı mentre viene impedito ogni incontro.

Abdullah Öcalan, nonostante le condizioni di assoluto isolamento, ha reso la soluzione pacifica e democratica della questione curda la propria ragione d’essere. La sua libertà significa la libertà non soltanto del popolo curdo ma anche degli altri popoli della regione. Il semplice fatto che il popolo curdo adesso sia diventato un attore importante in Medio Oriente e che il modello del Rojava venga accettato come modello democratico è un merito che gli viene attribuito. Non solamente i curdi, ma in primo luogo i popoli del Medio Oriente e molte forze sociali stanno adottando il paradigma di Öcalan e stanno lavorando per la sua attuazione.

Milioni manifestano per la sua libertà ormai da molti anni e oltre 10 milioni di persone hanno già firmato l’appello che la chiede. In questo contesto la comunità curda in Italia ha promosso una manifestazione a Milano alla vigilia del 9 ottobre, data che ha segnato l’inizio del complotto internazionale che ha portato al rapimento del leader del popolo curdo.

Chiediamo di protestare contro l’isolamento del presidente Öcalan e perchè l’attuale ‘sistema Imrali’, inaccettabile sul piano umano, legale e politico, venga smantellato».

 

Per adesioni: info@uikionlus.com info@retekurdistan.it

 

ArciReport, 5 ottobre 2017



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