Esperimenti e messa in sicurezza nel bacino idrico del Gran Sasso

26/10/2017

 

 

 

di Giorgio Giannella, presidente Arci Teramo

 

index.jpegIl 9 maggio scorso l’intera provincia di Teramo alle 19, con un comunicato stampa, ha appreso del divieto di uso dell’acqua potabile. La causa: sversamento di solventi, successivamente identificati come toluene, dovuto ai lavori svolti dalle Autostrade dei Parchi all’interno dei trafori del Gran Sasso. È stata inaugurata così ‘l’emergenza idrica’, dopo quella del terremoto e del maltempo che per mesi avevano paralizzato l’attività di molte imprese e compromesso la rete elettrica, viaria, telefonica dell’intera provincia.

Si ricade in una emergenza nuova ma con radici profonde, per la quale Wwf, Legambiente e Arci costituiscono ‘l’Osservatorio indipendente sull’acqua del Gran Sasso’. Le stesse organizzazioni  insieme a tante altre furono protagoniste dal 2001 della prima grande battaglia vinta nella Regione Abruzzo contro il progetto dell’Istituto nazionale di Fisica Nucleare, di costruire una terza galleria, definita ‘terza canna’.

Il 16 agosto 2002 segnò il punto di non ritorno perché, a seguito di un incidente nei laboratori dell’INFN, una certa quantità di trimetibenzene, si riversò nell’acqua in distribuzione.

Sotto l’impulso della società civile, molti enti locali aderirono al movimento e dopo diverse mobilitazioni si ottenne l’abolizione del progetto e i soldi previsti per la realizzazione vennero destinati alla messa in sicurezza del bacino idrico con una gestione straordinaria commissariale.

La vittoria decretò però anche l’esclusione della società civile dalla possibilità di conoscere l’andamento dei lavori e permise alle istituzioni di ripristinare la loro centralità. Ecco perchè costituire un Osservatorio e non un Comitato, ecco perchè dinanzi alla complessità del problema e alle  tensioni sociali si è preferita la costruzione di un percorso pubblico e di dialogo con le istituzioni.

In sei mesi la Regione, dopo aver costituito un tavolo tecnico istituzionale, è stata in grado solamente di redigere un protocollo d’intesa con Autostrada dei Parchi, INFN, Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. Protocollo d’intesa disatteso il 10 ottobre scorso dall’INFN che non ha comunicato la prova zero di trasporto di materiale radioattivo per l’esperimento ‘Sox’che si svolgerà in primavera. Si è deciso allora di riscendere in piazza, consci di come sia cambiato il tessuto sociale con la scomparsa dei partiti, il cambiamento delle associazioni, la diffusa diffidenza.

L’Ordine del giorno approvato dal consiglio nazionale Arci riafferma come il più grande bacino idrico del centro Italia, sventrato negli anni ‘80 per la costruzione al suo interno di un importante istituto di ricerca nazionale, è una questione nazionale, un bene comune da difendere con la messa in sicurezza definitiva.

Il consiglio nazionale ha dato l’adesione alla manifestazione  che si terrà l’11 novembre a Teramo e si è impegnato a coinvolgere i deputati e le Commissioni Parlamentari competenti. Una manifestazione Per l’acqua trasparente, come deve essere l’agire di chi è chiamato a gestire, a nome della collettività, un bene comune così prezioso.

 

ArciReport, 26 ottobre 2017



Tags :

Lascia un Commento



(Il tuo indirizzo email non sarà visualizzato pubblicamente.)



image image image image image image image image image image image
rss
rss
rss
rss
rss
rss