Stefano Gasperini nuovo presidente di Arci Arezzo

06/12/2017

 

 

arci-arezzo.jpgDopo due giorni di confronto, che si sono svolti a fine novembre all’interno del Cas Arno di Capolona, l’Arci Arezzo ha eletto Stefano Gasperini come nuovo presidente del comitato. Di seguito una breve intervista.

Quando e in che modo ti avvicini all’Arci?

Mi avvicino all’Arci quasi venti anni fa. Per me Arci in quel periodo vuol dire Circolo Aurora in Piazza Sant’Agostino ad Arezzo. Punto di ritrovo storico per la sinistra aretina, rappresenta per me una delle dimensioni dell’impegno civico accanto a quello studentesco e politico. Poi nel tempo gli impegni mi portano altrove, fino a quando mi viene chiesto di entrare nel direttivo di Arci Arezzo. Da quel momento è stato un crescendo di entusiasmo per l’attività dell’associazione  e per le persone che ho incontrato. Per questo motivo è per me un onore essere stato scelto come presidente.

Quali esigenze sono emerse dai soci durante i due giorni di congresso?

Innanzittuto un ringraziamento al Centro di Aggregazione Arno di Capolona che ci ha ospitato: sede scelta non a caso proprio in occasione del trentennale di attività.

Voglio sottolineare con soddisfazione i risultati di questi due giorni, caratterizzati da grande partecipazione non solo quantitativa ma soprattutto qualitativa, con un’elevata presenza di ragazze e ragazzi che per la prima volta partecipavano al congresso Arci.

Dalla discussione delle commissioni e poi dal dibattito generale sono emerse varie esigenze e suggestioni. In primo luogo l’esigenza di un confronto continuo, di accorciare le distanze tra i circoli stessi e continuare nell’impegno positivo di presenza del comitato provinciale.

L’esigenza del confronto si è sentita anche e soprattutto per ritornare a parlare nei circoli di temi che vanno a toccare i valori fondativi dell’Arci, come la grande sfida dei diritti in tutte le sue declinazioni e come riuscire ad essere promotori di aggregazione culturale.

Una riflessione che, in relazione alla riforma del Terzo settore, si è spinta fino a discutere la natura del volontario di promozione sociale e la stessa identità dei circoli. Una consapevolezza necessaria per affrontare con attenzione la riforma.

Quali sono gli obiettivi prioritari di cui si occuperà il comitato?

Abbiamo un percorso davanti che è quello di farci trovare pronti per l’attuazione della riforma del terzo settore.

Questo non vivrà solo di preparazione formale ma anche e soprattutto risvegliando la consapevolezza della missione sociale che i circoli Arci svolgono. 

In questo senso vogliamo lavorare dando priorità proprio a quelle esigenze che la due giorni ha evidenziato: parlare di diritti e affermarli positivamente, promuovere un maggior confronto tra i circoli e impegnarsi per mettere in rete le esperienze positive che possono rappresentare esempi per l’attività quotidiana di tutti.

 

ArciReport, 7 dicembre 2017



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