Per cambiare il Paese facciamo #ALLIN sul diritto allo studio!

02/02/2017

 

 

di Federica Ciarlariello, Esecutivo nazionale LINK-Coordinamento Universitario

 

10399457_613208292167396_1205159982616754535_n.pngA lezione, nelle aule universitarie e scolastiche di tutta Italia, nei banchetti della domenica davanti le chiese a convincere le vecchine, nelle piazze ed i mercati di centinaia di città, nei litorali estivi dove, sotto gli ombrelloni, raccontavamo la nostra opinione o la sera nei circoli Arci pieni di giovani ed ancora durante le decine di manifestazioni che hanno animato le nostre strade: così abbiamo raccolto 57mila firme per la legge di iniziativa popolare sul diritto allo Studio.

Le abbiamo consegnate il 30 dicembre presso la Camera dei Deputati e dopo un mese esatto, il 30 gennaio, la proposta di legge è stata depositata identica in commissione da alcuni parlamentari di Sinistra Italiana, Possibile e Movimento 5 Stelle.

Dopo tante battaglie e la mobilitazione di più di venti associazioni, movimenti e sindacati, la priorità del diritto allo studio entra finalmente in Parlamento. Con la nostra legge proseguire gli studi diventerebbe finalmente una scelta indipendente dalle condizioni economiche della propria famiglia e che tutti potrebbero intraprendere in libertà: no tax area più ampia, accesso alle residenze e mense universitarie, totale copertura delle borse di studio, reddito di formazione, sono misure che permetterebbero finalmente ad una generazione di scegliere sul proprio futuro.

La normativa attuale in materia è lacunosa ed arretrata. Il diritto allo studio pesa ormai per il 42% sulle spalle degli studenti stessi che vi provvedono tramite la tassa regionale.

La combinazione di carenze statali e regionali provoca profonde diseguaglianze tra le diverse zone d’Italia, che si traducono nella penalizzazione degli studenti che provengono dalle aree più povere del paese, in particolare dal meridione.

L’insufficienza delle risorse destinate al diritto allo studio e la totale inefficacia del sistema attuale si possono riconoscere facilmente dal tasso di diplomati che decidono di iscriversi ad un percorso universitario. Negli anni della crisi la percentuale è scesa dal 65,8% al 49,1% con la perdita di più di 40mila matricole. In un paese come l’Italia invertire questa tendenza è una priorità che va al di là delle necessità degli studenti e delle studentesse. Pensiamo, infatti, che oggi il diritto allo studio sia una questione generale che riguarda e coinvolge l’intero Paese, necessaria per abbattere le disuguaglianze sociali ed un modello escludente di istruzione, ma anche per cambiare il Paese intero, per costruire opportunità e trasformare il modello di sviluppo.

Abbiamo chiamato questa campagna per l’approvazione della legge di iniziativa popolare sul diritto allo studio #ALLIN, perché vogliamo che l’università sia inclusiva e tutti possano entrarvi, ma anche perché, come nel poker, puntiamo tutto su questa battaglia di civiltà, per garantire l’accesso ai più alti gradi dell’istruzione a tutti e tutte, convinti che sia questa la mossa da giocare per cambiare il Paese!

Per consultare la proposta completa, gli aderenti all’iniziativa e per rimanere aggiornati:

www.allindirittoallostudio.it

 

ArciReport, 2 febbraio 2017



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