È legge piena il servizio civile universale

22/02/2017

 

 

di Licio Palazzini, presidente Arci Servizio civile

 

servizio-civile-universale-gasnet.jpgCon l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri il 10 febbraio 2017 del decreto legislativo richiesto dall’Art. 8 della legge 106/2016 Riforma del Terzo Settore e dell’Impresa Sociale e disciplina del Servizio Civile Universale abbiamo a disposizione l’intero impianto legislativo di questa riforma.

Il Decreto era necessario per il carattere di legge delega della 106. Infatti quando mai con un solo articolo si poteva disciplinare un nuovo servizio civile!

È rilevante che questo passaggio sia avvenuto lo stesso giorno in cui 81 giovani hanno fatto richiesta di partecipare al progetto dell’Arci nazionale in Libano e ai due progetti di Legambiente in Italia per dare finalmente il via alla sperimentazione dei Corpi Civili di Pace.

In attesa di leggere il testo integrale del decreto, si conferma quanto indicato nella prima lettura a novembre 2016 dal Governo Renzi, poi perfezionato con il recepimento di alcuni dei pareri delle Istituzioni. In questo caso la continuità politica degli indirizzi sul SCU fra il Governo Renzi e il Governo Gentiloni è positiva. Il decreto permette già nel 2017, accanto all’attuazione del Servizio Civile Nazionale, di iniziare a definire gli strumenti concreti di realizzazione del Servizio Civile Universale. La sua ambizione maggiore è proprio l’universalità, cioè il coinvolgimento di tutti i giovani, italiani e stranieri regolarmente soggiornanti, che volontariamente chiederanno di farlo. Anche per le organizzazioni si apre una nuova fase nell’accoglienza e nell’inserimento dei giovani nelle attività dell’anno di servizio civile. È una responsabilità educativa che fa il paio con quella sociale di essere presenti in modo efficace in tutte le situazioni in cui serve una difesa civile e non armata per la coesione, la giustizia, la solidarietà delle nostre comunità.  Di questo abbiamo discusso nella Assemblea Nazionale di ASC il 19 e il 20 gennaio. Questo decreto apre la strada anche al passaggio dai progetti annuali alla programmazione triennale. È una sfida culturale e organizzativa sulla quale le organizzazioni socie di ASC e in primis Arci per il suo radicamento territoriale e la sua ricchezza di terreni di lavoro dovranno velocemente riflettere e capire le innovazioni richieste. La grande opportunità è quella di avvicinare i terreni programmatici alle attività da proporre ai giovani. La sfida è saper sottoporre alle istituzioni proposte di programmi che siano effettivamente nazionali.

Segnaliamo però il ‘quasi blocco operativo’ del Dipartimento Gioventù e SCN: una situazione inedita e anomala per il cui superamento chiediamo l’immediata attivazione del Presidente del Consiglio sia chiarendo la delega politica per il servizio civile, sia mettendo il Dipartimento nuovamente nella condizione di operare per garantire i compensi mensili ai giovani, i rimborsi alle organizzazioni, per la convocazione della Consulta Nazionale per la programmazione 2017 e per l’esame di provvedimenti fermi da tempo. Speriamo sia questione di giorni, altrimenti una pacata protesta che coinvolga i giovani in servizio si rende necessaria.

 

ArciReport, 23 febbraio 2017



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