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Il Forum del Terzo Settore rinnova le cariche e si interroga sulle strategie del futuro

22/02/2017

 

 

di Francesca Coleti, responsabile Sviluppo e governo del sistema complesso

 

16649370_1200235333359349_6553606986463101987_n_rit.jpgGiovedì scorso il Forum Nazionale del Terzo Settore ha tenuto la sua assemblea di rinnovo delle cariche.

Un appuntamento importante perchè mette in atto un’idea più stabile di rappresentanza, con il primo mandato di quattro anni ed un unico Portavoce, che segna la volontà della più grande rete associativa unitaria italiana del terzo settore di dotarsi di un percorso politico duraturo. Ma al di là delle formule organizzative, la scommessa è quella di praticare una visione che, oltre la frammentazione storica che ha sempre questo mondo, possa offrire fiducia e coesione alle reti nazionali per affrontare le numerose sfide di questo tempo. In una fase in cui i cambiamenti della politica, dell’economia e della società sono sempre più veloci e incerti, sarà la condivisione di idee e la capacità di trovare soluzioni nuove in modo partecipato a far sì che nessuno si senta fuori o trovi stretta la necessaria ‘cessione di sovranità’ per portare avanti un’esperienza che oramai compie vent’anni.

È questa la sfida che attende Claudia Fiaschi, la Portavoce eletta insieme al nuovo Coordinamento. Fiorentina, vicepresidente di Confcooperative, guiderà il Forum insieme con il direttore Maurizio Mumolo, nostro dirigente Arci.

claudia-fiaschi-pietro-barbieri-632x474.jpgIl dibattito che ha animato l’assemblea è stato autenticamente indicativo dell’esigenza di mettere a fuoco approcci, linee strategiche e punti fermi rispetto all’azione futura del Forum. Come se fosse emerso un rinnovato bisogno di condividere visioni e categorie in una fase di rielaborazione  programmatica: guardare a modelli di sviluppo alternativo con al centro le persone e l’ambiente, o ad una crescita economica attenta all’inclusione ed alla sostenibilità? Lavorare per i diritti dell’infanzia e adolescenza o approcciare i problemi del sistema educativo e delle politiche sociali? Guardare agli anziani come persone attive o dalla salute fragile? Pensare all’immigrazione come fenomeno epocale o questione connessa alle politiche di cooperazione? E poi, la consapevolezza che l’Italia è un paese lungo, dalle molte differenze e squilibri territoriali che ha bisogno di ripensare e investire sulla coesione territoriale, ma ha anche una grande, storica ed abnorme priorità nella questione del Mezzogiorno? Più protagonismo ai Forum Regionali, per consolidare un’organizzazione veramente nazionale, ma come? Basterà una consulta? Le questioni qui elencate sono tutte al centro della tematizzazione delle consulte, e non sarà un problema semplicemente numerico deciderne quantità, ambito di intervento, effettiva capacità di predisporre elaborazione per il coordinamento e quindi per l’azione di rappresentanza del Forum. La riforma del Terzo settore ed i decreti attuativi sono solo un primo, importante compito da portare a termine per dare più forza alla cittadinanza attiva organizzata, ma molte altre ancora saranno le scelte da affrontare per qualificare l’azione del Forum. Buon lavoro.

 

ArciReport, 23 febbraio 2017



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