L’Associazione francese MJC riflette sulle strategie future

02/03/2017

 

 

di Andrea La Malfa, Presidenza nazionale Arci

 

mjc2.jpgIl Social Forum Europeo di Firenze del 2012 è stata una grande occasione di conoscenza tra molte realtà associative e movimenti che si riconoscono nell’impegno di costruire una società centrata sull’essere umano e i sui suoi diritti. È in quella occasione che l’associazione francese MJC incontra l’Arci e le esperienze dei circoli e delle case del popolo. Una nuova opportunità di conoscenza e di confronto reciproco è stato l’invito dell’MJC di Ile-de-France al proprio momento di riflessione sulle prossime strategie associative, tenutosi a Parigi lo scorso 25 febbraio. In quella sede ho dunque avuto il piacere di raccontare la storia dell’Arci, la struttura organizzativa e le modalità di funzionamento della nostra basi associative. Occasioni come questa ci ricordano infatti quanto l’esperienza italiana del mutualismo sia una storia particolare, soprattutto nella capacità di autofinanziamento delle nostre attività culturali e ricreative.

Un dato non scontato, che infatti può generare interesse in realtà che vivono esperienze differenti. Le ‘case della cultura e dei giovani’ legate all’MJC hanno infatti uno stretto rapporto con l’ente pubblico, in particolar modo con i Comuni, che ne finanziano le attività ed esprimono parte della governance.

mjc.jpgLe MJC si basano su un sistema di gestione condiviso tra cittadini (soci volontari da un lato e dipendenti dall’altro) ed enti pubblici, con l’obiettivo dello sviluppo del territorio.

Nel novembre 1944, Jean Guehenno, l’allora direttore dei movimenti giovanili e della cultura popolare, scrisse: «Vorremmo che nel giro di qualche anno in ogni paese o città almeno una scuola si trasformi in una casa della cultura, una casa della giovane Francia, un focolare della nazione, qualsiasi sia il nome con cui si desidera chiamarla, un luogo in cui gli uomini vadano senza sosta, certi di trovarvi un cinema, degli spettacoli, una biblioteca, dei giornali, delle riviste, dei libri, della gioia e della luce. Questa casa dovrebbe essere, al tempo stesso, una casa dei giovani». Ispirati dalla tradizione e dal pensiero laico, l’obiettivo era dunque quello di ricostruire, oltre al patrimonio materiale, anche quello morale e culturale della Francia. Un fine condiviso con la nostra esperienza associativa sviluppatasi nel dopoguerra tanto che, al pari di molti nostri circoli, le sedi dell’MJC sono concentrate sull’educazione popolare e sulle attività culturali rivolte alla popolazione. Un rapporto che speriamo possa dare nuovi e buoni frutti nella creazione di una rete sempre più europea.

Info: http://mjcidf.org/

 

Cosa sono le MJC

mjc3.jpgDopo la Liberazione, il governo francese, assieme ai movimenti giovanili e ad alcuni sindacati e movimenti di Resistenza, decise di mettere in atto una politica che permettesse ai giovani di comprendere appieno le atrocità di cui si era resa responsabile la barbarie nazi-fascista al fine di costruire una società basata su dei rinnovati valori democratici. Su queste basi fu quindi istituita la République des Jeunes (Repubblica dei Giovani) il cui compito era di incentivare e coordinare lo sviluppo di strutture chiamate Maisons des Jeunes (Case dei Giovani) su tutto il territorio francese.

A qualche anno di distanza, la République des Jeunes attraversó una crisi profonda a causa di importanti difficoltà economiche e di forti tensioni interne.

Questo portó alla nascita della Fédération Française des Maisons des Jeunes et de la Culture (FFMJC) / Federazione Francese delle Case dei Giovani e della Cultura che, il 15 gennaio 1948, tenne la sua assemblea costitutiva.

Questa scelta fu dettata dalla volontà di apertura di queste strutture, che non si volevano più rivolte esclusivamente ai giovani e che immaginavano l’azione educativa in un’accezione più culturale e intergenerazionale.

Frutto delle vicende storiche qui sopra abbozzate, le MJC si basano oggi su un sistema di gestione condiviso tra cittadini (soci volontari da un lato e dipendenti dall’altro) ed enti pubblici.

Le MJC lavorano, insieme agli enti locali, allo sviluppo del territorio e devono gran parte delle proprie risorse ai finanziamenti pubblici.

Il modello di gestione delle MJC si colloca quindi in un punto di equilibrio tra autonomia associativa e complementarità rispetto alle istituzioni pubbliche.

 

ArciReport, 2 marzo 2017



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