La Carovana europea della legalità arriva alle Istituzioni europee

15/02/2017

 

 

cartina_carovana.jpgIl 17 febbraio incontro con Georges Dassis, Presidente del Comitato economico e sociale europeo

Dopo i tragici attentati nell’Unione Europea, in particolare a Parigi e a Bruxelles, i media di tutto il mondo si sono concentrati su alcuni luoghi specifici, con il rischio di stigmatizzarne popolazioni, in particolare i giovani.

Allo stesso tempo, l’Unione Europea, che aveva creato tante speranze, si sta allontanando sempre più dai suoi cittadini. Molto spesso è vista come una torre d’avorio senza collegamenti con la società civile, anche a Bruxelles, dove la maggior parte delle Istituzioni hanno le proprie sedi.

La Carovana europea della legalità è uno straordinario strumento di animazione del territorio. Si concentra sulle questioni relative alla democrazia, alla partecipazione e alla resistenza contro ogni forma di manipolazione.

La Carovana collabora strettamente, da 5 anni, con la Ligue de l’enseignement in Francia, per una lotta sempre di attualità per la legalità democratica.

Da una ventina di anni, la lotta contro la criminalità organizzata non è più basata esclusivamente sulle attività di repressione, ma anche e soprattutto sulle attività di prevenzione a carattere educativo e culturale. È infatti essenziale fare in modo che le organizzazioni criminali non possano beneficiare di alcuna comprensione, che altrimenti permetterebbe loro di acquisire una forma di ‘protezione’ da parte della popolazione locale.

Date le similitudini (bacino di reclutamento, solidarietà tra gli appartenenti, metodi violenti, finanziamenti, ecc.) tra questi nefasti fenomeni (criminalità organizzata e fondamentalismi violenti), i metodi consolidati della lotta al crimine organizzato possono essere utilizzati anche per la lotta contro i fondamentalismi violenti.

Questa lotta deve essere condotta a tutti i livelli decisionali. Delle sinergie devono essere sviluppate tra gli attori dei diversi Stati membri interessati.

Se le Istituzioni europee si aprono alla società civile, è compito di quest’ultima manifestarsi presso queste Istituzioni.

Nell’ambito dell’arrivo della Carovana europea della legalità, i giovani, i loro insegnanti, in particolare quelli dei corsi di ‘cittadinanza’, e gli operatori socio-culturali discuteranno del problema del fondamentalismo violento con i responsabili politici ai differenti livelli decisionali. Potranno così fare proposte per realizzare una rete europea di attori della società civile coinvolti nella lotta contro la radicalizzazione e nella promozione della legalità. La rete deve diventare un baluardo contro la criminalità organizzata, il terrorismo, le discriminazioni e le paure.

 

PROGRAMMA

Ore 10.00 - Il Presidente G. Dassis dà il benvenuto ai carovanieri, alle Autorità, agli organizzatori (Arci e ‘Cultura contro camorra’) e ai partecipanti e apre le porte della sua istituzione alla società civile.

10.15 - Il direttore generale, S. Manservisi, alla cooperazione internazionale e allo sviluppo presso la Commissione europea, presenta l’Unione europea all’ascolto dei suoi cittadini.

10.30 - JM Roirant, membro del CESE e Vice-presidente della Ligue de l’enseignement, parla di come la società civile deve essere l’interlocutrice delle Istituzioni europee.

10.40 - La Presidente dell’Arci, Francesca Chiavacci, spiega le motivazioni, le proposte e i risultati già acquisiti.

10.50 - Il Presidente di ‘Cultura contro camorra’, F. Ianniello, sostiene questa battaglia per la legalità che dovrà concentrarsi in particolare sulla formazione culturale dei giovani.

11.20 - Proiezione del documentario, Israele-Palestina: per meglio capire, come lavorare con i giovani su pregiudizi e stereotipi.

11.40 - La parola ai giovani.

12.10 - Proiezione del documentario Arci, Il Punto Zero, presentato da Alessandro Cobianchi (Arci).

14.00 - Discussione delle piste di lavoro emerse durante il percorso della Carovana:

1. l’organizzazione di un gruppo di giovani di diverse nazionalità (italiana, belga, francese, tedesco, spagnolo, maltese, ecc.) che potrebbe, il giorno dopo la riunione presso il CESE, lavorare, dialogando via internet, per finalizzare cooperazioni concrete;

2. la realizzazione di un film collettivo utilizzando il video esistente che tratta il tema “identità e periferie” sulla base della ricerca Arci;

3. l’organizzazione, a condizione che sia approvato il progetto ERASMUS presentato dall’Arci, di un campo estivo di lavoro. In caso contrario, l’organizzazione, comunque, di una settimana di incontri in Italia presso strutture Arci o di altri membri di ‘Cultura contro camorra’;

4. il sostegno da parte dei sindacati europei dei pensionati di scambi tra giovani e senior sul tema della identità culturale legata alle radici locali;

5. la creazione di luoghi di convivialità interculturale dove i giovani potranno scoprire la ricchezza della loro cultura a partire dalle loro radici eno-gastronomiche;

6. l’incoraggiamento di gemellaggi tra città per facilitare incontri giovanili di diverse periferie;

7. la realizzazione di azioni con i giovani per lavorare su pregiudizi e stereotipi.

16.30 - Le autorità locali (Molenbeek, St. Josse, Ixelles, Bruxelles, ecc.), nazionali ed europee (membri del PE, del CESE, della Commissione, del CdR) intervengono.

17.00 - Conclusioni (Francesca Chiavacci e F. Ianniello).



 

Organizzatori: Arci, ‘Cultura contro camorra’, Ligue de l’enseignement de France.

Con il sostegno del: Comitato economico e sociale europeo, Forum civique européen, ACLI-Belgio.

Con la partecipazione dei Comuni di: Molenbeek, St. Josse, Ixelles e Bruxelles Ville

 

ArciReport, 16 febbraio 2017



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