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Primo rapporto MIL€X sulle spese militari italiane

16/02/2017

 

 

A cura di Francesco Vignarca e di Enrico Piovesana

 

presentazionerapporto-1024x731.gifL’ambito delle spese militari in Italia è storicamente stato uno dei più opachi e meno dibattuti in seno alla politica o alla società civile. Per decenni le decisioni riguardanti l’investimento nelle Forze Armate (sia in termini di personale che di acquisizione nuovi armamenti) sono state prese ‘a porte chiuse’e senza raggiungere standard minimi di controllo da parte del Parlamento, dei media o dell’opinione pubblica come invece avveniva - in maniera più o meno approfondita - in altri Paesi. Grazie alla nascita e allo sviluppo di diverse campagne di natura pacifista e disarmista, unitamente ad una maggiore attenzione alle questioni di spesa pubblica per via della crisi economica  e a un robusto ricambio nella compagine parlamentare, gli ultimi anni hanno registrato una decisa inversione di tendenza.  Dietro le tabelle e i numeri snocciolati da MIL€X c’è ben più di un  lavoro di indagine scientifica e analisi dei dati sulle spese militari italiane. Il movente è la ricerca della verità. Togliere il velo di opacità, di omertà,  facilitare la conoscenza dei fatti e delle scelte politiche, rompere il silenzio che sempre ha circondato il mondo militare del nostro Paese: questo è il compito che l’Osservatorio si è prefisso.

Di seguito i punti chiave del rapporto.

- Spesa militare italiana 2017: 23,3 miliardi (1,4% del PIL), in aumento rispetto all’anno precedente e soprattutto rispetto all’anno 2006 ( 21%).

- Boom della spesa in armamenti ( 10% nel 2017, 85% rispetto al 2006), sempre più a carico del MISE e finanziata con mutui onerosissimi (tassi del 30-40%, 310 milioni di interessi nel 2017).

- Aumento della spesa per le missioni militari all’estero: 1,28 miliardi nel 2017 ( 7 per cento dall’anno precedente)

- Le false e pretestuose giustificazioni dell’aumento delle spese militari: lotta al terrorismo, contrasto all’immigrazione e alla criminalità.

- I conflitti del futuro saranno informatici, ma la cyber-difesa italiana è appena agli albori e i pochi finanziamenti, secretati, sono per l’intelligence.

- I due ‘scivoli’ (a carico dell’erario) previsti dal Libro Bianco per ammortizzare il taglio di personale: finta privatizzazione del supporto logistico e creazione di una forza di riserva.

- In vent’anni spesi 30 mld € per migliaia di corazzati (usati in pochissime unità e solo a scopo di marketing) a solo vantaggio dell’industria nazionale.

- Forza NEC, il mega-programma da 22 miliardi per la digitalizzazione dell’Esercito, un miliardo solo per la fase di sviluppo (conclusione: 2021).

- Budget in aumento (14 mld) per gli F-35, l’aereo ‘a sovranità limitata’ indigesto per gli industriali e sproporzionato per i militari.

- I dettagli tecnico-economici e i retroscena politici del programma navale della Marina da 5,4 mld: retorica umanitaria e reticenze per nascondere una seconda portaerei altre sette fregate.

 

Su www.milex.org sarà pubblicato il pdf integrale del rapporto.

 

ArciReport, 16 febbraio 2017



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